Gazzetta di Modena

Modena

Al vaglio i contributi per i ricercatori della “Marco Biagi”

di Carlo Gregori

Tra la documentazione acquisita dai Nas i finanziamenti a borsisti in fondazione, compresa una parente di Cencetti

3 MINUTI DI LETTURA





Nel periodo in cui Stefano Cencetti era direttore generale, il Policlinico finanziava anche attività della Fondazione Biagi. Pur non nuotando nell’oro, l’ospedale contribuiva lautamente con borse di studio destinate a candidati al dottorato di ricerca di formazione economica per studi in qualche modo legati al settore medico. Questo aspetto - finora quasi sconosciuto anche se parzialmente ancora documentato su internet da note stampa istituzionali dell’epoca - è stato e forse è ancora al centro di un filone della maxi-inchiesta in corso che pure riguarda quasi solo gli appalti: lo dimostra l’acquisizione di tutti i documenti in merito a questi contributi fatta dai Nas durante lo “scavo” principale nella direzione Cencetti. Siamo nell’inverno 2012. Cencetti si è da poco dimesso, travolto dalla bufera di Cardiologia e degli esperimenti non autorizzati sui pazienti (la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio per questa inchiesta, anche se come figura minore). In questo periodo di vuoto di potere, prima dell’arrivo dell’attuale direttrice generale Licia Petropulacos e durante i suoi primi mesi di direzione, i Nas cominciano a guardare dentro la macchina del consenso che Cencetti aveva creato a Modena nel suoi cinque anni al comando dell’ospedale universitario. E tra i documenti che attirano la loro attenzione si trovano anche quelli riguardanti i rapporti tra Policlinico (che, come noto, in parte dipende dall’Università di Modena e Reggio) e la Fondazione “Marco Biagi”, fondazione universitaria di diritto privato.

I carabinieri coordinati dalla Procura iniziano a “scavare” un filone nuovo acquisendo atti su atti: le contribuzioni che l’ospedale di via del Pozzo, secondo il volere del direttore generale, versa per borse di studio in dottorati di ricerca. Borse di studio proseguite in tre cicli. Nell’ultimo dei quali, una delle ultime contribuzioni per uno studioso meritevole va proprio a una parente perugina di Cencetti... Per fare un solo esempio, stando alla documentazione ufficiale reperibile nei siti istituzionali, alla Fondazione Biagi sono andati i contributi del Policlinico nel Ciclo 26, insieme a quelli di Villa Igea e dell’Ausl di Modena. Quanto allo scopo di questi aiuti in denaro, stando a quanto si legge sulla pagina dell Fondazione, «i finanziamenti privati possono essere collegati ad accordi aventi ad oggetto lo svolgimento di periodi di applicazione pratica delle competenze acquisite nella ricerca (“internship”), ai fini della maturazione di un certo numero di crediti formativi, sulla base di un programma formativo concordato tra la scuola e l’ente ospitante». Non è evidente l’utilità di questi studi. La somma totale erogata dall’ospedale risulta superiore a 200mila euro. Cencetti aveva rapporti così stretti con la Fondazione Biagi che fece collaborare l’ospedale di via del Pozzo anche a convegni tra il 2009 come “Il malato oncologico e il lavoro: opportunità e prospettive” e, fiore all’occhiello, il convegno internazionale del novembre 2010 - una due giorni che vedeva ospite “vip” l’allora ministro Renato Brunetta - intitolato “Benessere e lavoro: disciplina, approcci, strumenti”. Se la contribuzione a questa attività convegnistica pare aver interessato meno i Nas (l’entità non è nota), quella per le borse di studio per i dottorati è stata scandagliata fino in fondo dalla Procura. L’esito non è noto, come non è noto se il filone dei contributi alla Biagi è compreso in questa indagine in corso, indagine a tutto campo sugli appalti, dal momento che in questo caso di appalti non si tratta bensì di contributi. E a proposito dell’indagine “Last Business” della quale si è venuti a conoscenza mercoledì da una comunicazione dei Nas - 63 indagati, un milione e mezzo di beni sequestrati - il Gip avrà tempo entro martedì per decidere se convalidare i sequestri preventivi d’urgenza dei beni di Cencetti, della moglie e di altri indagati come richiesto dalla Procura (indagano i sostituti Niccolini e Mazzei). Non sono mancate sorprese: risulta che quando i Nas hanno posto sotto sequestro il conto corrente principale di Cencetti, si è scoperto che il saldo era misero: non conteneva quasi nulla.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google