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Appalto Sant’Agostino, scontro Piacentini-Fcrmo

Appalto Sant’Agostino, scontro Piacentini-Fcrmo

Dopo le dichiarazioni dell’imprenditore malumore in Fondazione per il paragone tra il caso Policninico e il bando che sarà assegnato nelle prossime settimane

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L’affondo di Dino Piacentini a commento della vicenda Policlinico non è piaciuto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Malumore dovuto al fatto che il presidente di Apmi ha, di fatto, associato alla vicenda Policlinico quella del nuovo polo Sant’Agostino invitando tutti a vigilare su quell’appalto.

Una sottolineatura specifica che in Fondazione non hanno gradito.

Piacentini ha detto: «Diventa fondamentale una stretta vigilanza, da parte di tutti, sulla attribuzione delle cariche ai “soliti noti”, sulla assoluta impermeabilità che si registra quando la committenza è pubblica o para-pubblica. Nella nostra città ci sono diverse realizzazioni, come il Sant'Agostino, che meritano tale vigilanza. Noi continueremo ad esercitarla, ci auguriamo di non essere i soli».

Viene da chiedersi come mai proprio l’appalto del Sant’Agostino debba essere tenuto sotto controllo. La risposta è ovvia: quello del Sant’Agostino è di fatto l’unico grande appalto che Modena potrà permettersi nei prossimi mesi e vede in gara tutte le compagini più varie ed eterogenee del nostro territorio e tra queste è evidente che ci siano anche alcune delle aziende e le cooperative che hanno vinto negli anni scorsi gli appalti del Policlinico. Ma questo non può essere considerato un peccato e giudicato a priori, le due situazioni non devono essere collegate nel metodo e nemmeno nel merito. Tra l’altro non è un mistero che lo stesso Piacentini partecipi al bando, attraverso il Consorzio Stabile Cosema, tra l’altro proprio insieme ad una grossa cooperativa, la Coop Costruzione di Bologna.

Sono cinque i raggruppamenti d’impresa selezionati per i lavori di ristrutturazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino. Eccoli di seguito:

Consorzio Cooperative Costruzioni CCC (Bologna) – CME soc. coop. (Modena); I.T.I. s.p.a. (Modena);

Consorzio Nazionale Cooperative “Ciro Menotti” (Ravenna) – Consorzio Stabile Modenese CSM (Modena) – Arco Lavori soc. coop. (Ravenna) – Consorzio C.E.C.I. (Ferrara) – Ing. Ferrari s.p.a. (Modena);

Coop. Costruzioni (Bologna) – Schiavina s.r.l. (Bologna) – Consorzio stabile Coseam Italia s.p.a. (Modena) – Laboratorio degli Angeli s.r.l.(Bologna);

Iter soc. coop. (Lugo di Ravenna) – Edart s.p.a. (Torino) – Gozzo Impianti s.p.a. (Torino);

Strabag s.p.a. (Bologna) – Strabag AG (Austria) – Impresa costruzioni Scianti Valerio s.p.a. (Modena).

I cinque raggruppamenti sono stati selezionati tra gli undici che avevano presentato manifestazione d’interesse per il progetto di recupero e riqualificazione del complesso settecentesco. Entro il 7 marzo scorso hanno presentato una proposta tecnica ed economica, partendo da una base di 43 milioni di euro. La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena - che si regola come un soggetto privato - andrà ad assegnare i lavori nelle prossime settimane. (d.b.)

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