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Borso d’Este, visita con diario ed enigma su Gentile da Fabriano

di Stefano Luppi
Borso d’Este, visita con diario ed enigma su Gentile da Fabriano

Il volume illumina i retroscena della vita di corte del ’400 Misteriosa attribuzione dei dipinti al maestro del Gotico

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Alla fine di luglio del 1458, il duca di Ferrara Borso d'Este era in visita ai suoi territori periferici di Sassuolo, Spilamberto e Modena.

Il nobile in quella occasione volle dimorare anche tre giorni - dal 19 luglio al primo agosto - presso la rocca di Vignola. Ne abbiamo testimonianza preziosa grazie a Marsilio Andreasi, segretario del marchese di Mantova Lodovico Gonzaga che accompagnava il duca e voleva che la moglie Barbara Hohenzollern fosse informata dei giorni passati tra momenti di caccia e svaghi di corte. Queste lettere e moltissime altre, preziose, informazioni storiche sono contenute nei due volumi che compongono l'opera “Il Quattrocento vignolese. Il libro della munizione e altri documenti inediti sulla rocca, il castello e il territorio”.

Le pubblicazioni, curate da Debora Dameri, Achille Lodovisi e Giuseppe Trenti, sono state possibili grazie alla Fondazione di Vignola e al suo Centro di Documentazione diretto dallo stesso Lodovisi. Il primo di questi due volumi uscì sei anni fa, mentre il secondo che completa l'opera è arrivato da poco nelle librerie e nelle principali biblioteche. Anche la documentazione contenuta nel volume più recente è quasi sempre inedita e si sofferma nella ricostruzione della storia di un personaggio che ancora dal punto di vista storico non si conosce a sufficienza, Uguccione dei Contrari.

Il nobile fu feudatario di Vignola nei primi decenni del XV secolo e secondo i documenti contribuì a fondo allo sviluppo della rocca vignolese. Questo testo non permette solo di colmare lacune della storia estense visto che le informazioni rilevate dai documenti sono spesso servite in epoca recente a restaurare nel dovuto modo il palazzo antico che domina la cittadina delle ciliege.

Prendiamo ad esempio il quinto capitolo del volume, dedicato agli affreschi ancora oggi presenti in rocca, in parte testimonianza unica e ben conservata dalla decorazione civile di una corte quattrocentesca.

Gli autori pubblicano una documentazione rilevante, in parte inedita, sugli affreschi delle sale e dalla Cappella del Maniero, utile ad attribuire gli anni precisi di esecuzione. Il committente lo si conosce, è quell'Uguccione Contrari citato sopra e proprio una lettera che arriva al feudatario vignolese dal duca Nicolò III d'Este il 26 luglio 1404 potrebbe aprire suggestioni attributive.

Nicolò infatti chiede a Uguccione alcune informazioni riguardo "Zentile da Fabriano": uno dei maggiori pittori gotici dell'Europa del tempo sempre che non si tratti di omonimia.

Ben si comprende come solo la ricerca di documenti, e la successiva divulgazione, permettano di fare procedere gli studi. Altri capitoli del volume (pp. 340, 15 euro), scritto con un linguaggio appassionante, sono dedicati a Monfestino e alla famiglia Contrari.

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