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Crollo, il soprintendente si scaglia contro il sindaco

Crollo, il soprintendente si scaglia contro il sindaco

Stefano Casciu: «Il muro che ha ceduto non è del palazzo ducale, è successivo» Il primo cittadino: «Accuse incomprensibili, la Curia aveva segnalato il rischio»

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Dopo il crollo nell’area del palazzo ducale, ora c'è una scala pericolante in un’area abitata da quattro famiglie, due con figli piccoli. Per loro era stato in un primo momento ventilato lo sgombero per motivi di sicurezza ma poi un ingegnere esperto in staticità ha affermato che il pericolo era stato scongiurato e quindi le persone sono rimaste a casa, in vicolo Paltrinieri. L'ispezione dei tecnici comunali è fissata per martedì. La confraternita del Sacro Tronco ha inviato una nota di ringraziamento a quanti si sono adoperati nel corso dell'emergenza per far si che le condizioni di sicurezza della chiesa di San Francesco in Rocca venissero assicurate e ha lanciato una raccolta fondi per intervenire sui danni.

Intanto però ad attaccare senza mezze misure il sindaco Luca Caselli è il soprintendente di Palazzo Ducale, Stefano Casciu. «Caselli ha tenuto un comportamento scorretto» e, in riferimento a una nota stampa inviata dal sindaco subito dopo il crollo, afferma: «Non c'era alcun motivo di quel comunicato perché il Comune non era affatto coinvolto nella vicenda e oltretutto è stata una comunicazione unilaterale visto che non è stata concordata con noi e con la diocesi. Il sindaco ha parlato di crollo di un muro di palazzo ducale, episodio non vero. Il muro non è una parte storica del palazzo estense, ma solo una superfetazione, forse ottocentesca, elevata per dividere due settori distinti, il giardino segreto e la chiesa. Non è ancora verificato, tra l'altro, se si tratti di un muro di proprietà del Ministero per i beni culturali, occorre fare i rilievi e controlli storici e catastali. Caselli, inoltre, spiega che è intervenuto subito e ringrazia i numerosi volontari, quando la verità è che lui si è fatto solo vedere, ma chi ha agito chiamando i vigili del fuoco e rimboccandosi le maniche per asciugare l'acqua e spostare gli arredi è stato il nostro personale del Ducale insieme a suore e parroco della chiesa. Il sindaco ha specificato che avrebbe lui tenuto i contatti con la Soprintendenza, ma nessuno l'ha più visto né sentito mentre è stato tempestivo l'intervento della Soprintendenza con la funzionaria Graziella Polidori. Inoltre si è recato a vedere il crollo anche don Ghirelli della diocesi di Reggio». «Io sono molto sereno su quanto è accaduto, sono incredulo e non comprendo perché il soprintendente Casciu debba fare queste inutili polemiche. Lui faccia il suo mestiere»: così il sindaco Luca Caselli ribatte punto su punto a Casciu. «Mi hanno chiamato e sono andato, mentre Casciu non c'era, poi ho anche un po' scopato via l'acqua come tutti ma non ritenevo di doverlo far sapere. Un tecnico della curia mi ha detto chiaramente che quel muro spanciava pericolosamente e lui qualche tempo fa aveva avvisato la soprintendenza».

Stefano Luppi

Alfonso Scibona

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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