La Lega a Grillo: «Irregolarità in lista»
CASTELFRANCO. “Caro Beppe (Grillo), ti scriviamo”; a rivolgersi al leader del Movimento 5 Stelle stavolta non sono né attivisti né simpatizzanti pentastellati. È la Lega Nord di Castelfranco, che...
CASTELFRANCO. “Caro Beppe (Grillo), ti scriviamo”; a rivolgersi al leader del Movimento 5 Stelle stavolta non sono né attivisti né simpatizzanti pentastellati. È la Lega Nord di Castelfranco, che denuncia irregolarità nella lista M5S che ha corso alle amministrative e chiede le dimissioni del candidato sindaco, Antonella Franchini, appena entrata in consiglio comunale. I risultati delle urne hanno consegnato alla città un consiglio comunale rivoluzionato; la maggioranza tutta Pd e l'opposizione con il M5S prima forza d'opposizione, seguito da Forza Italia, civica Frazioni e Castelfranco e Lega Nord. Spogliata l'ultima scheda i giochi sembravano fatti, ma il Carroccio locale non ne è così convinto: «Tutto dipenderà da che cosa deciderà Grillo - spiega Giorgio Barbieri, segretario della Lega a Castelfranco - perché potrebbe anche togliere la concessione del simbolo e i tre che sono stati eletti in consiglio dovrebbero formare un nuovo gruppo con un altro simbolo». La cosa non è di poco conto perché in gioco c'è la credibilità della prima forza d'opposizione castelfranchese, col 15,80% dei voti. Proprio ieri Barbieri e Cristina Zirotti Girotti (candidata sindaco leghista e ora capogruppo in consiglio) hanno scritto a Grillo e Casaleggio denunciando la violazione da parte della lista M5S di Castelfranco di uno dei requisiti per la certificazione, conditio sine qua non per poter usare il simbolo con le 5 Stelle. «Al punto 4 del regolamento stilato da Grillo - spiegano i due del Carroccio - si legge che perché una lista sia certificata ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune per il quale intende avanzare la sua candidatura. Ebbene, nella lista castelfranchese tre persone non hanno questo requisito né lo avranno a breve perché nemmeno hanno chiesto di prendere residenza qui. I tre risiedono uno a Nonantola, uno a San Cesario e il terzo a Bazzano, in provincia dell'Aquila. Per un movimento che si professa diverso dai partiti tradizionali e che fa del rispetto una delle sue bandiere, l'omessa applicazione delle regole che si è dato è da un lato una perdita di credibilità, dall'altro una presa in giro verso chi nel movimento ripone fiducia». In caso di violazione delle regole, è prevista dal movimento la revoca della certificazione o al singolo candidato o all'intera lista. «Con tutte le liste che da tutt'Italia hanno chiesto la certificazione - chiudono dalla Lega - è comprensibile che qualcosa sia sfuggito. Ma non doveva sfuggire al rappresentante di lista di Castelfranco, il candidato sindaco Antonella Franchini che quindi ora dovrebbe dimettersi dal consiglio comunale».
Andrea Minghelli
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