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Schena, tutto in cinque giorni

Schena, tutto in cinque giorni

Lascia il Comune e diventa presidente della Fondazione Carpi. Pd in imbarazzo

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In cinque giorni da sindaco a presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Troppo, anche per il Pd, che ieri ha cominciato a far serpeggiare tra i corridoi parecchio malumore.

In realtà è tutto perfetto per un motivo: non c’è nulla che lo vieti, dal momento che la Fondazione di Carpi ha deciso di non fare proprio il codice dell’Acri - l’ente che raduna tutte le Fondazioni - che mette limiti temporali nei passaggi tra politica e questi enti. Il problema, però, è che alle regole sempre più spesso bisognerebbe associare anche il buon senso. Quello di Schena, da sindaco a presidente, è un evidente problema di opportunità. E dentro al Pd, la scelta di questa collocazione immediata non è piaciuta. Alcuni riportavano all’attualità la sua intervista al nostro giornale, proprio nell’immediato annuncio della sua corsa, poi persa, a segretario provinciale. Rispondendo a quale ruolo dovevano tenere i partiti rispetto alle fondazioni bancarie, Schena disse sibillino: «La politica deve starne fuori. Le istituzioni hanno rapporti con le società partecipate e le fondazioni bancarie, i partiti no. E non è una questione di forma». Evidentemente Schena deve aver cambiato idea, e dentro al Pd la cosa non è stata gradita: «In un momento come questo - dicono - sarebbe stato meglio prendere strade e scelte diverse. Così facendo si creano situazioni che non fanno bene al Pd, per niente».

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