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AUTORI VARI Piazza Grande, i regolamenti voluti dal Duca È una ristampa anastatica in 800 copie di “La piazza Grande del Mercato. Nel regolamento dei commissari alle vettovaglie di Modena nell'anno...

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AUTORI VARI

Piazza Grande,

i regolamenti

voluti dal Duca

È una ristampa anastatica in 800 copie di “La piazza Grande del Mercato. Nel regolamento dei commissari alle vettovaglie di Modena nell'anno 1849”, con documentazione e cura di Paolo Salvarani e Paolo Bernabiti. Un libro, voluto dall'Associazione Mercantico e presentato al Mercato del Libro Antico sotto i portici di via Farini. Si pone l'accento sul fatto che Modena, fino ai primi del 1900, era una città chiusa dalle mura e per entrare occorreva attraversare le porte con un severo controllo daziario. Trentamila gli abitanti nel 1849 in un chilometro quadrato delimitato dalle mura, con strade destinate ai ricchi e altre agli emarginati. Piccoli e bui i laboratori e gli opifici, per cui gli artigiani lavoravano nelle strade. Piazza Grande era sempre intasata, perché vetrina del commercio. Necessario, quindi, un regolamento per la gestione di questo luogo, preposto anche per la gogna dei debitori insolventi, la tortura e l'esecuzione della pena capitale. Il regolamento, stampato dagli Eredi Soliani nel 1849 e che è appunta ristampato, affronta nella prima parte ordinamenti sanitari per il deposito dei rifiuti, la conduzione delle cloache, le sofisticazioni alimentari; nella seconda tratta della disposizione dei venditori in piazza Grande. Le vie adiacenti erano destinate ai commercianti di telerie, stoviglie e combustibili. In piazzetta delle Ova gabbie di pennuti ammorbavano l'aria. Molti i disagi, anche per le funzioni religiose, creati dal mercato della legna in corso Duomo. Nel 1859, con la fine del Ducato Estense e l'annessione di Modena allo Stato Sabaudo, si aprirono nuove prospettive per il commercio, poi deluse dalla difficile situazione economica italiana. Sull'esempio di Parigi, dove nascevano le “Halles”, i grandi mercati coperti, anche Modena potrà avere 60 anni dopo, nel 1931, la struttura coperta di via Albinelli. (m.f.)

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