Gazzetta di Modena

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A MONTECARLO

Tutte le stagioni di Davide Benati

di Michele Fuoco
Tutte le stagioni di Davide Benati

Alla Galleria Malborough quarta mostra in nove anni per l’artista

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MONTECARLO. Ha carattere antologico la mostra di Davide Benati per il quarto appuntamento presso la Galleria Malborough di Montecarlo, con la quale l'artista collabora da nove anni. Una rigorosa selezione di 15 opere per segnare il percorso dal 1983 ad oggi. "Pezzi di grandi dimensioni scelti - dice l'autore - come capisaldi della mia ricerca. E' una risivitazione delle tappe del mio iter artistico, come esplorazione delle forme della natura". Un viaggio nel tempo e nella memoria, per verificare il senso delle "Stagioni" ("Saisons" è il titolo in francese della mostra) che sono quelle della creazione, come pure della vita delle cose e dell'uomo. L'artista rivendica all'opera, che si nutre di acquarello su carta nepalese incollata su tela, un impegno integrale di conoscenza, diventando il campo di tutti i possibili recuperi culturali che vanno dalla letteratura (in particolare la letture dei romanzi dell'amico Antonio Tabucchi) al pensiero del filosofo Massimo Cacciari e alla scoperta di civiltà lontane, come quella orientale. La sua pittura sembra stabilire interrelazioni capaci di reinventare, come mettono in luce "Baia California" del 1982, "Soledad" del 1983, "Calle dell'inquietudine" del 1986, "Segreta" del 1998, "Neve a sera" del 2001, "Grande mattino" del 2009, "Coversazioni" del 2013, "Grande soirée" del 2014, il modello naturalistico in immagini di analogia poetica e musicale, esaltandone la corrispondenza in un colore di vigore di tocco, che perviene talvolta una indicibile libertà, per rivelare un beatificante mondo di luce. L'acquarello si fa lievito, brivido di una realtà immaginata nella sua essenza e nei suoi incantesimi, si offre come termine della rappresentazione dello spazio dell'anima, santuario di purificazione, esperienza di illuminazione e sublimazione delle cose. Così le opere mantengono la valenza di una disincanata visione verso il sublime. "Benati - nota Sandro Parmiggiani - ha instancabilmente lavorato (da Milano a Modena e ora a Masone, nel reggiano), portandosi dentro la memoria, etica prima che visiva della storia e della tradizione della pittura, tracciando e stendendo, talvolta con un gesto nervoso e immediato, le forme e i ritmi che innervano le sue immagini, il fulgore pieno, il languore e lo sfinimento dei suoi colori". La mostra nel Principato di Monaco resterà aperta fino al 14 giugno.

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