Gazzetta di Modena

Modena

I VERSI DI ANTONIO NESCI

Una vena poetica fatta di colori

Una vena poetica fatta di colori

Nella “Bottega degli arcobaleni” i sogni dei giochi e dell’infanzia

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Una vita immersa nella poesia. Antonio Nesci coltiva con intensa partecipazione il verso, come evidenziano le numerose raccolte (La Poesia di un sogno, I miei trentadenari, Mahan, Nomade dell'immaginario, L'inconsapevole evoluzione della specie, Cenere di luna, Esercizio di amore, La quotidianità dell'infinito, Andata e ritorno, Prove di addio, Andare per lune...) e l'ultimo volume “La bottega degli arcobaleni” (Edizioni dell'Aurora, pp. 94, 10 euro).

Una vocazione che trasmette ad altri e lo porta a collaborare come esperto in scuoledi ogni grado, anche di altre città (Parma, Reggio, E., Verona, Cosenza) e a frequentare il reparto di Oncologia pediatrica del Policlinico. Lavori di scrittura che gli consentono, dal 1985, di farsi promotore della Biennale di Poesia delle scuole primarie a Modena. E il 12 aprile, il sindaco Pighi gli ha voluto consegnare la statuetta della Bonissima. (nella foto). Nesci è tra gli ideatori del Premio nazionale di Poesia Edita e Inedita, organizzato dal circolo “La fonte di Ippocrene” di cui è presidente.

Scorre in lui una vena poetica genuina e continua, come pure nella silloge “La bottega degli arcobaleni” che “è diventata la mia casa, lì costruisco colori, sogni che si sciolgono fino a diventare ponti d'aria”.

«In questo poeta la freschezza dell'ispirazione originale e il rigore della tecnica compositiva sono coessenziali», scrive nella prefazione Gianfranco Lauretano. Con una parola musicale disegna arcobaleni, visioni d'incanto per sfuggire all'assurdo della vita. Il linguaggio si dispiega nella memoria, per ritrovare quella realtà fiabesca del “sogno azzurro del gioco, dell'infanzia” che riconduce ad un mondo di illusioni e di idealità.

Michele Fuoco

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