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Argini da tutelare, boom per la petizione - VIDEO

di Marco Amendola
Argini da tutelare, boom per la petizione - VIDEO

Nel primo weekend raccolte oltre 600 firme in calce al documento che chiede interventi urgenti e costanti di pulizia

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Alluvione: partita la raccolta firme. Oltre 600 quelle già raccolte nello scorso week end al GrandEmilia. L'obbiettivo dei tre comitati promotori è quello di portare un giorno la petizione con il maggior numero di firme sul tavolo del presidente della Regione Vasco Errani e al Comune per avere informazioni sul nodo idraulico modenese.

Nella petizione chiedono di «programmare e realizzare con procedura d'urgenza e con continuità manutenzione e controllo delle arginature, dragaggio e pulizia degli alvei dei fiumi Panaro e Secchia», e di definire al più presto «i piani di collaudo delle due casse di espansione al fine di una piena utilizzazione degli invasi». La petizione vuole «definire una figura istituzionale responsabile della raccolta e conservazione dei progetti delle casse di espansione» in quanto ad oggi gli stessi risultano «irreperibili e sparsi tra Enti diversi del territorio».

Nel documento “Riduzione del rischio idraulico della provincia di Modena” scritto dal Comitato cittadini di Modena est, Comitato alluvionati non per caso e Comitato Arginiamo, «la provincia è tra le più esposte in assoluto al rischio idraulico con una quindicina di esondazioni avvenute nel dopoguerra, nonostante due casse di espansione. Perché non sono in grado di moderare le piene a valle?». I tre comitati estenderanno la raccolta firme in tutta la provincia, e anche presso le loro sedi. Per informazioni su come e quando firmare sono attive anche le pagine Facebook “Arginiamo” e “Comitato cittadini Modena Est”.

«Chiediamo cose fondamentali, come la figura di un unico responsabile nella raccolta dei progetti, ma soprattutto chiediamo informazioni sul nodo idraulico perché il 19 gennaio è toccato a noi, ma è una questione che riguarda tutti i cittadini della provincia», osserva Luigi D'Angiolella del Comitato Arginiamo, volontario che durante l'alluvione dello scorso gennaio perse una porzione di casa, lo studio e l'automobile.

«Con questa petizione vogliamo sensibilizzare gli Enti a intervenire e a farsi carico dei problemi. Questo documento arriverà anche al prossimo sindaco di Modena perché la futura amministrazione dovrà spiegare e rendere conto su quanto chiediamo da anni. Le persone sono preoccupate e servono atti concreti dopo quanto successo lo scorso gennaio. Tutti i cittadini potranno firmare presso le nostre sedi e in altri posti dislocati sulla provincia», spiega Elis Ranuzzini del Comitato di Modena est attivo da diversi anni proprio sul tema nodo idraulico e casse di espansione.

«Vogliamo passare dalle promesse che abbiamo sentito in tutti questi anni, ai fatti con un documento come la petizione. Aspettiamo delle risposte su questi temi, e l'unico modo è informare le persone sulla pericolosità idraulica nel nostro territorio, e che tutti insieme si faccia pressione sugli amministratori. Non c'è più tempo da perdere. Bisogna fare manutenzione e dragare i fiumi», aggiunge Francesco Cameroni del Comitato alluvionati non per caso. «Ho letto i punti ed è importante che chi di dovere faccia manutenzione sui fiumi e spieghi la situazione delle casse di espansione», racconta Ferdinando Gatti di Mirandola dopo aver firmato la petizione, mentre Eleonora Sghedoni di Sassuolo aggiunge: «Ho firmato perché è giusto che la popolazione sappia, e che gli Enti facciano al presto controlli e manutenzione».

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