«In Piazza XX Settembre per l’Italia che vogliamo»
Sandra Bonsanti presenta l’evento (dalle 14) organizzato da Libertà e Giustizia interverranno tra gli altri: Rodotà, Zagrebelski, Travaglio, Caselli, Ginsborg
Giuristi, storici, costituzionalisti, intellettuali, faranno un intervento sui temi della giustizia, della legalità in Italia. Oggi, dalle 14 alle 17.30, in piazza XX Settembre accoglie un'importante manifestazione dal titolo “Per un'Italia libera e onesta. Ripartiamo dalla Costituzione”, organizzata dall'associazione Libertà e Giustizia. Hanno dato adesione tra gli altri Gustavo Zagrebelsky, Sandra Bonsanti, Stefano Rodotà, Marco Travaglio, Paul Ginsborg, Fabrizio Gifuni. Sandra Bonsanti, giornalista, scrittrice e politica italiana, dal 2002 presidente dell'associazione Libertà e Giustizia, ci ha illustrato per noi il senso della manifestazione di oggi.
Qual è il significato di questo evento?
«Quella di oggi è una manifestazione con uno spettro molto ampio di cittadini e persone che hanno partecipato anche in passato ad altri interventi di Libertà e Giustizia, però stavolta si parte dalla Liberazione e dalla ricorrenza del 2 Giugno, in una manifestazione abbastanza istituzionale».
Come si svolgerà la manifestazione?
«Ovviamente tutto parte dalla considerazione che per una parte d'Italia, non per tutti, quest'anno si festeggiano i 70 anni dalla liberazione dal nazifascismo, quindi è un motivo in più per celebrare. Cercheremo poi di capire quale Italia offriamo a quel sacrificio; qual è l'Italia che loro sognavano e qual è l'Italia di oggi, e dunque anche un ritratto abbastanza spietato della corruzione che è così diffusa. Inoltre saranno discusse anche alcune modifiche della Costituzione su cui noi, nel senso di un'ampia area di costituzionalisti e cittadini, abbiamo espresso importanti riserve. Ci sarà quindi anche sicuramente un appoggio alla mobilitazione di una parte dei senatori che ora stanno sostenendo soluzioni più in sintonia con la nostra visione di Costituzione. Questo è importante perché capita in un momento decisivo di riforme».
Ora c'è una proposta di rivedere buona parte degli articoli della Costituzione
«La seconda parte della Costituzione, circa 60 articoli che vogliono rivedere. Il problema è che ci sono molti specialisti e anche molti cittadini che pensano che alcune riforme andrebbero fatte, come appunto il bicameralismo perfetto, però vanno fatto per bene; non si può pensare di fare delle riforme senza tenere presente gli equilibri dei poteri istituzionali. Soprattutto se abbinati a una legge elettorale molto maggioritaria, costituiscono una qualcosa che va a formare una prevalenza della maggioranza e il rischio che questa si trasformi in una “tirannia della maggioranza”, come la definì già il pensatore illuminista, Alexis De Toqueville; un rischio che deriva dalla mancanza di equilibri di potere. Quindi il monito è, stabilita la necessità delle riforme, farle con ponderazione, senza fretta».
Uno sguardo sul futuro?
«C'è un momento di grande attesa ora, con la vittoria del Pd che potrebbe essere qualcosa di positivo. Quello che si può pensare di chiedere è attenzione alle voci contrarie».
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