Gazzetta di Modena

Modena

Tangenti al Policlinico /Appaltone, il mistero del coordinatore

di Carlo Gregori
Tangenti al Policlinico /Appaltone, il mistero del coordinatore

Cencetti voleva una figura esterna ben pagata, la Cisl lo rese noto alla città e la selezione fu ritirata Parliamoci: "Fino a prova contraria..." di Enrico Grazioli

2 MINUTI DI LETTURA





Questa è una storia collaterale all’ “Appaltone” ed è improbabile che rientri nell’inchiesta della Procura sulla gestione del Policlinico quando direttore generale era Stefano Cencetti. Improbabile perché non si è mai conclusa; quindi, non è un fatto compiuto. Ma all’epoca attirò l’attenzione di un sindacalista: Domenico Pacchioni della Cisl. Che ora, a quattro anni e mezzo di distanza, ripercorre i fatti. Al centro del caso l’Appaltone, il cosiddetto Global Service da 122 milioni di euro che per otto anni avrebbe garantito una concatenazione armonica di prestazioni e servizi a prezzi spuntati. È uno dei principali oggetti dell’indagine in corso - “Last Business” - con gravi ipotesi di reato: associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, riciclaggio. Poco prima del Natale 2009, Pacchioni e altri sindacalisti vengono convocati dal Dg Cencetti che illustra le novità dell’Appaltone. «A noi - ricorda Pacchioni - non spettava alcun diritto di critica o di replica: è il direttore a decidere. Quel giorno Cencetti sottolineò che ci sarebbe stato un risparmio del 4%. Ci parve un fatto molto positivo, anche in considerazione della crisi». Un 4% in meno, “strappato” grazie agli appalti rinegoziati in un unico “contenitore” per servizi, igiene, vigilanza, trasporto interno dal pronto soccorso e tanto altro; in cifre, cinque milioni di euro in meno. «Tuttavia, spiega il sindacalista Cisl - Cencetti non ci parlò di un avviso a selezione privata che aveva indetto qualche giorno prima: scoprimmo per caso che stava cercando un responsabile per coordinare il Global service. Ci poteva star bene, benché non esistesse alcuna prassi del genere; ma poi abbiamo scoperto che lo cercava “esterno”, quando dentro il Policlinico esistevano le risorse». Chi era questo coordinatore esterno? «Non si è mai saputo. Giravano alcune voci. Non posso dire altro: sarebbero illazioni». Si sa però che la selezione prevedeva uno stipendio di 223mila euro in tre anni. «Era un cifra ingente. Oltretutto la selezione prevedeva un premio di ben 74 mila euro all’anno se questo “esterno” raggiungeva gli obiettivi. Questo ci sembrava francamente assurdo. Per questo scrissi pubblicamente che non c’era trasparenza e pubblicai quella nota». Nessuno seguì Pacchioni, ma oggi quella nota appare con più risalto di allora. «Cencetti aveva fatto pubblicare l’avviso di selezione senza pubblicizzarlo. Nella nota chiesi quindi perché era stata nascosta questa informazione. Non ci fu risposta. Ma qualche giorno dopo l’avviso venne ritirato. Da allora il controllo è stato fatto dall’amministrazione del Policlinico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google