Propaganda ai seggi con strascico d’accuse
BOMPORTO. «Una tensione inaudita». Le amministrative hanno visto la conferma di Alberto Borghi, ma il clima non è stato “mite”. Un componente dei seggi ha denunciato con una lettera anonima episodi...
BOMPORTO. «Una tensione inaudita». Le amministrative hanno visto la conferma di Alberto Borghi, ma il clima non è stato “mite”. Un componente dei seggi ha denunciato con una lettera anonima episodi «a dir poco sconcertanti». A partire dall’esposizione dei simboli di partito all’esterno del seggio su cui vi è stato uno scontro di idee «con accuse reciproche». L’elenco prosegue: «pare che alcuni rappresentanti di lista abbiano preso in mano schede elettorali, azione “vietatissima” dal regolamento e i presidenti di seggio normalmente dovrebbero saperlo e impedirlo in ogni modo, come prevede la normativa. Da lì altro momento in cui l'ordine degenera, il pubblico ufficiale invita a denunciare e verbalizzare l'accaduto». Infine, «pare che uno sia stato pure beccato a fare una foto ai pubblici ufficiali durante alcune operazioni di pare che uno sia stato pure beccato a fare una foto agli stessi durante alcune operazioni di verbalizzazione dell'accaduto. Alla fine la prefettura di Modena ha dovuto mandare ulteriori rinforzi per tutelare l'operato dei pubblici ufficiali presi di mira».
«Capitolo squallido - ha sintetizzato il sindaco dando un’altra interpretazione - i rappresentanti del M5S avevano esposto i simboli e accompagnavano le persone quasi all’interno del seggio. Quest’anno sapevamo che non si potevano mettere i simboli all’esterno. Sono stati chiamati i carabinieri, c’è stato un clima di tensione che non c’era nemmeno ai tempi della Dc. Nei seggi c’è stato un clima di “terrorismo” e “violenza” di cui non si sentiva il bisogno, non era mai successo». (g.f.)
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