Spari vicino alle case: è protesta
I cacciatori cercano i piccioni, ma i pallini finiscono nei giardini di alcune case di Ravarino
RAVARINO. Poco dopo le 9 gli spari rimbombano vicini: la caccia è chiusa eppure c’è qualcuno che ancora imbraccia il fucile. Diversi residenti di via Vandini contattano i carabinieri che effettuano un sopralluogo e dagli accertamenti scoprono che quegli uomini che camminano tra i filari e nelle campagne sono autorizzati: si tratta si cacciatori di selezione, autorizzati ad operare per conto della Provincia per ridurre gli stormi di piccioni. Svelato un arcano i timori dei residenti però non si placano. Anzi.
«Stiamo raccogliendo i pallini nei nostri giardini - spiegano - I bambini hanno paura e qualcuno ha voluto anche andarsene da casa per non sentire più quegli spari. Ben venga la caccia di selezione, ma non a pochi metri dalle nostre abitazioni».
Ma ci sono anche gli agricoltori che si lamentano, stretti tra la necessità di tutelare i loro alberi da frutto dall’assalto degli uccelli e i timori che la frutta venga rovinata proprio dagli spari. «Pere, albicocche, prugne già sono ad alto rischio per la grandine - raccontano da via Vandini - se poi la frutta viene rovinata dai pallini che vagano nel vuoto tra i nostri filari e si conficcano negli alberi o addirittura nei prodotti...».
A loro volta i carabinieri non hanno potuto fare altro che raccogliere le lamentele, spiegando il ruolo dei cacciatori di selezione. (f.d.)
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