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Credito a imprese: a Modena il calo si aggrava (-7,6%)

Credito a imprese: a Modena il calo si aggrava (-7,6%)

L’allarme dell’associazione: «Subito interventi straordinari per spingere verso la crescita e salvare le piccole aziende»

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«A febbraio sono ancora in calo i finanziamenti alle imprese. A Modena -7,6%». È quanto emerge da un'elaborazione di Confartigianato Lapam, che ha analizzato l'andamento dei finanziamenti al sistema imprenditoriale italiano: anche a febbraio lo stock dei prestiti registra a livello nazionale una diminuzione del 4,9%, con un ulteriore peggioramento rispetto al -4,7% registrato nel mese precedente.

«Occorre un intervento straordinario che spinga verso la crescita - dice Carlo Alberto Rossi di Confartigianato Lapam - e questo non può avvenire se si concede sempre meno credito alle imprese».

Secondo l'analisi a Modena la dinamica del credito alle imprese fa registrare un -7,6%, nelle imprese con meno di 20 addetti si registra un calo dei finanziamenti del 7% da febbraio 2013 a febbraio 2014, mentre in quelle con più di 20 addetti il calo raggiunge il 7,8%. Il dato relativo ai tassi attivi effettivi per finanziamenti per cassa a imprese non finanziarie, rilevati a dicembre scorso, mostra per la provincia modenese una percentuale pari al 5,33%, con un aumento di 6 punti base in un anno, un valore che si attesta a metà classifica a livello nazionale tra il dato migliore di 3,81% fatto registrare a Bolzano e l'8,67% di Crotone, la provincia dove il denaro costa di più alle imprese. Colpite dal razionamento del credito anche le imprese artigiane: a dicembre 2013 lo stock di finanziamenti è diminuito del 6,7%, pari a 3,5 miliardi in meno rispetto a fine 2012.

In Emilia Romagna il calo si attesta a un -7,7%, per la provincia di Modena il calo è dell'8,3%, superiore rispetto al dato nazionale e regionale. Soffrono soprattutto le piccole imprese del manifatturiero: secondo il rapporto, infatti, nel primo trimestre del 2014, a denunciare problemi è il 18,1% delle aziende manifatturiere con meno di 50 addetti, a fronte di una quota dell’11,3% di aziende manifatturiere di media dimensione e del 12% di grandi imprese. «Il perdurare delle difficoltà di accesso al credito bancario per le piccole imprese – dice Rossi - è un brutto segnale rispetto ad una possibile uscita dal tunnel della crisi. In mancanza di una ripresa degli investimenti, infatti, le nostre imprese, soprattutto nel manifatturiero, restano penalizzate nella competizione globale, non aiutate anche da un euro forte che si aggiunge alle difficoltà generate dai ritardi nei pagamenti».

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