«Mi hanno descritto come un delinquente ma la mia storia dimostra il contrario»
«Sono quarant’anni che faccio questo lavoro. L’ho sempre fatto nel migliore dei modi possibili. Vendo prodotti che subiscono sì un trattamento ma nel rispetto delle norme e soprattutto seguendo...
«Sono quarant’anni che faccio questo lavoro. L’ho sempre fatto nel migliore dei modi possibili. Vendo prodotti che subiscono sì un trattamento ma nel rispetto delle norme e soprattutto seguendo metodi naturali. Tutta la mia storia professionale dimostra che non ero certo il genere di persona che mi hanno accusato di essere per nove lunghi anni: un commerciante che traffica in uova adulterate». Antonio Giordano è una persona pacata e non mostra alcun risentimento che pure sarebbe giustificato in altri. Ma questo non significa che tutta la sua disavventura giudiziaria non abbia lasciato un segno profondo sulla sua vita e quella della sua famiglia. «Lo choc dell’arresto davanti ai miei cari sarà un momento purtroppo indimenticabile, come i giorni trascorsi in cella a Sant’Anna e gli articoli sui giornali. È stato doloroso anche dover ricominciare dopo due anni senza lavoro e senza credibilità. Non è per niente facile spiegare che non sei quello che ti dipingono una volta che finisci in un’inchiesta del genere, sapendo che sei l’esatto contrario, che agisci al contrario di quei sistemi di frode alimentare».
«Ho sempre commercializzato uova in import-export. Ma da molti anni mi occupo di uova liquide pastorizzate. È un procedimento che prevede tra fasi di pastorizzazione. Quella che fornisco io in prima battuta con metodi naturali, quella che fa il cliente grossista appena riceve il carico e quella che avviene prima della lavorazione industriale una volta divisa la partita. Io non tratto uova in guscio. Eppure per anni sono stato associato a quella foto con i vermi che uscivano dai gusci. Ed è stato doloroso».
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