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Fanep, l’aiuto di chi è ossessionato dal cibo

Fanep, l’aiuto di chi è ossessionato dal cibo

Nasce l’associazione dei famigliari che affianca i medici. A Modena quasi 300 i pazienti assistiti

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Morire di cibo? Sì, è possibile.

Quando si entra nel tunnel dell’ossessione del cibo niente può fermare gli anoressici o i bulimici sino a quando non ci si ferma a un passo da disastro. Ma in uno, due casi all’anno, neppure gli sforzi dei sanitari modenesi riescono a evitare la tragedia.

Eppure per la prima volta nasce a Modena un’associazione tutta dedicata a chi ha problemi, ossessioni col cibo in grado di distruggere la salute e la vita quotidiana. Stasera, alla Palazzina Pucci in via Canaletto, alle 20 sarà presentata ufficialmente alla città Fanep, Associazione di Famiglie di Pazienti con Disturbi del Comportamento Alimentare.

«Il messaggio che vogliamo mandare - spiega Dante Zini, coordinatore modenese Fanep e responsabile all’ospedale di Baggiovara del reparto che cura i disturbi alimentari - è quello di un’accoglienza forte ai genitori e alle famiglie di chi si ritrova all’improvviso con i propri cari che cadono nella sindrome dell’anoressia o della bulimia. Molto spesso si arriva in ritardo ma occorre tener presente che difficilmente si fa caso ai primi sintomi che si presentano con una maggior cura del corpo e della forma fisica. Ma ci sono indizi che fanno capire quando tutto questo si tramuta in un’ossessione. In quei casi bisogna intervenire. Subito».

Come? A Mirandola, Baggiovara e Sassuolo ci sono ambulatore specializzati dove i sanitari lavorano in equìpe: psicologi, psichiatri, internisti e dietologi prendono in in cura una media di 250 - 300 casi all’anno che superano il lvello di guardia anche il bacino di chi sfugge alle cure, di chi le evita o nega il problema, è di dieci volte superiore. Bastano poche cifre per far capire le ricadute sociali della malattia.

Gli studi comparati fanno capire che se si riesce a intervenire subito e se i pazienti collaborano in modo da poter avere un’assistenza ambulatoriale nei casi meno gravi o in day hospital in quelli più seri, la spesa per il sistema sanitario va dai 5 agli 8000 euro all’anno. La media di un’assistenza in riabilitazione è di 250 euro al giorno, sempre come media, che tradotta nei casi gravissimi in ricoveri sino a cinque mesi in un anno porta a un totale di 40 mila euro per paziente. Fortunatamente sono solo una dozzina i modenesi che devono fare ricorso a cure così lunghe, ma basta moltiplicare queste cifre per capire l’impatto, anche sulle famiglie, dei disturbi alimentari.

Per questo la collaborazione tra medici e faniglie è decisiva. La sede di Baggiovara sarà aperta due pomeriggi alla settimana. (s.c.)

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