Ballottaggio a Sassuolo: Caselli-Pistoni, è l’ultimo sprint
Otto domande della Gazzetta ai due sfidanti. Lotta alla crisi, progetti per il rilancio della città, priorità da affrontare subito
Mancato il confronto pubblico, per i due candidati a sindaco Luca Caselli e Claudio Pistoni rimane l'opportunità di un confronto sulla Gazzetta. Sono 8 domande che ci portano verso il silenzio di domani e domenica, fino al voto.
Cosa è mancato al primo turno per arrivare al risultato del 50% + 1 ?
Pistoni: «La discesa in campo di sei candidati ha impedito che si potesse coagulare una maggioranza fin dal primo turno. A noi non è mancato niente; il risultato raggiunto è stato superiore alle aspettative. Erano usciti sulla stampa sondaggi che ci attribuivano il 40%; siamo andati ben oltre».
Caselli: «Sicuramente la proliferazione di liste civiche e la presenza del Movimento 5 stelle ha distribuito il voto su più soggetti, rendendo difficile il raggiungimento della maggioranza dei voti al primo turno. Per quanto mi riguarda, bisogna guardare al calo di voti in termini assoluti rispetto al 2009 dei partiti tradizionali della coalizione di centro destra che hanno sostenuto la mia candidatura».
Cosa è stato fatto in questi giorni per aumentare quel risultato?
Pistoni: «Abbiamo continuato a presentare il nostro progetto per Sassuolo e abbiamo continuato a chiedere i numeri di bilancio che Caselli ancora oggi non ha reso noti. Non ci siamo lasciati trascinare nella rissa da notizie e volantini provocatori. La nostra forza sono le idee e i programmi, non le polemiche».
Caselli: «Quello che ho e che abbiamo sempre fatto: incontrare i sassolesi per spiegare loro l'importanza di andare avanti con i progetti e con il percorso amministrativo avviato in questi cinque anni. Un percorso trasparente e partecipato con la città che ha reso Sassuolo più sicura, più viva, più vivibile e più attrattiva, che sta garantendo il salvataggio di Sgp e la tutela del personale, ed ha impostato la città del futuro, con l'avvio della riqualificazione di tutte le aree urbane ex industriali e del centro storico».
Su Sgp è stato detto tantissimo, nel bene e nel male: quali sono gli ultimi aggiornamenti in vostro possesso?
Pistoni: «Non capiamo perché sia stato chiesto il concordato e nel contempo si voglia contrarre un mutuo per pagare i debiti. Posso solo ribadire che vogliamo chiarezza sui numeri di Sgp e del Comune; appena insediato sarà la prima cosa che pretenderò: mettere i numeri in piazza perché tutti i cittadini sappiano».
Caselli: «Abbiamo predisposto il piano concordatario, elemento fondamentale alla procedura di concordato in continuità. Si tratta ad oggi dell'unica soluzione possibile per salvare la società, i posti di lavoro, i creditori ed evitare di riversare il debito della società sul bilancio del Comune mantenuto fino ad oggi in perfetto equilibrio e nel pieno rispetto del patto di stabilità. Il piano prevede il pagamento dei creditori in 5 anni e deve essere omologato dal Tribunale, che ne ha la supervisione».
Cinema, Diamante, Casa Serena: quale di queste 3 opere è possibile realizzare nei primi 2/3 anni di legislatura?
Pistoni: «Sono tre opere importanti, ma non conoscendo i numeri del bilancio, non voglio fare promesse non basate sui fatti. Ritengo che l’operazione di Casa Serena abbia un valore strategico e di razionalizzazione dei servizi sociosanitari non rinviabili. Se per il cinema si intende l’ipotizzata multisala nell’area Cisa-Cerdisa, occorre prima bonificare l’area e completare l’iter di approvazione. Se per cinema si intende ridare a Sassuolo una sala cinematografica, vogliamo trovare una soluzione al più presto, ma in un piano complessivo dei contenitori culturali. Per il Diamante si tratta di una iniziativa privata e non esistono difficoltà perché venga realizzato».
Caselli: «Se ci sarà una continuità amministrativa sono sicuro che la prossima legislatura, potrebbe vedere la realizzazione di tutti e tre i progetti. La realizzazione del multisala rientra nell'ampio progetto di riqualificazione dell'area ex Cisa Cerdisa che, dopo 20 anni di stallo, questa amministrazione ha avuto il merito di sbloccare, garantendo tempi certi di intervento per gli investitori già pronti a partire. L'intervento sul Diamante, anch'esso fermo da decenni, e che abbiamo l'orgoglio di avere sbloccato, presentato e condiviso con i cittadini di Braida, credo che possa già vedere la luce nei prossimi 2-3 anni. L'ecomostro sparirà e l'area risorgerà con nuovi servizi ed una nuova viabilità anche ciclabile. Casa Serena non era nel nostro programma nel 2009 ma è diventata una priorità, causa l'inadeguatezza dell'attuale struttura. Vorremmo mostrare ai cittadini l'enorme lavoro svolto in questi anni sul piano tecnico ed amministrativo per ottenere tutte le autorizzazioni, per realizzare ed approvare le varianti urbanistiche, necessarie per avviare il progetto nell'area dell'ospedale. Vogliamo che la nuova Casa Serena sia, insieme all'ospedale, una delle strutture fondamentali di quella “Cittadella della salute” per servizi sanitari assistenziali».
Lavoro per i giovani: dove trovare i soldi per incentivare le aziende ad assumere?
Pistoni: «Da un lato si tratta di trasformare i contributi dati a famiglie senza reddito, in contributi dati per favorire l’inserimento in azienda. Trasformiamo i contributi alle persone in politiche attive per il lavoro. Per borse di studio, formazione, stage, auto imprenditorialità utilizzeremo fondi di bilancio, chiederemo il sostegno delle aziende, ci rivolgeremo alle banche per prestiti sull’onore. Siamo sicuri di potere partire subito con i primi interventi».
Caselli: «Le competenze dei Comuni sulle politiche del lavoro sono limitate e comunque condizionate dalla normativa e dai provvedimenti di carattere nazionale. Detto ciò ritengo che più che pensare a dare soldi alle aziende, bisogna pensare a farle risparmiare, puntando su sgravi fiscali e sconti su tasse e tariffe locali, oltre alla sburocratizzazione nel rapporto con la pubblica amministrazione. Oltre ai tirocini formativi che continueremo a sostenere, punteremo su un progetto di formazione permanente per i giovani che vogliono inserirsi nelle aziende del territorio, con stage formativi all’estero».
Quale strumento, strategia farebbe comodo dello schieramento avversario?
Pistoni: «Credo che la coalizione che mi sostiene abbia le persone, le competenze, la volontà e la credibilità per governare Sassuolo e farla diventare una città più bella. Se i cittadini mi confermeranno la loro fiducia, le persone dello schieramento avversario è giusto che svolgano il ruolo di opposizione a cui sono chiamati».
Caselli: «Senza presunzione, siamo orgogliosi di ciò che siamo e di esserci presentati in maniera trasparente, mettendoci la faccia, come abbiamo sempre fatto. Raccontando ciò che siamo riusciti e non siamo riusciti a fare e che invece vorremmo fare nei prossimi cinque anni. Certo ci avrebbe fatto comodo avere la stessa disponibilità economica ed il supporto elettorale che il Pd nazionale e provinciale ha garantito al candidato Pistoni, ma questo è il prezzo che abbiamo dovuto pagare al non avere padroni politici e di partito. La presenza di Renzi capo partito e di altri ministri Pd, che hanno utilizzato il proprio ruolo istituzionale pagato con i soldi dei cittadini per fare propaganda politica a Sassuolo, avrà agevolato Pistoni, ma questa politica non ci appartiene».
Con quale percentuale ipotizza di vincere domenica?
Pistoni: «La percentuale non mi interessa. Basta il 50%+1 dei votanti per fare in modo che Sassuolo inizi una nuova pagina di sviluppo».
Caselli: «Non faccio previsioni, anche per scaramanzia, ma credo sarà un testa a testa. Basta anche un solo voto di scarto. Se fossero 140 come la volta scorsa sarebbe una meravigliosa coincidenza».
In caso di sconfitta chi ne avrà la colpa: bravura della coalizione avversaria, voto disperso, astensionismo?
Pistoni: «Credo che vincerò perché i sassolesi vogliono certezze e trasparenza sui bilanci; vogliono dire basta alle divisioni, al ripiegamento su se stessi e ai sospetti. In caso di sconfitta vorrà dire che i sassolesi non hanno creduto al progetto che ho presentato».
Caselli: «Non darò colpe perché non credo ce ne saranno nel momento in cui tutti alla chiusura della campagna avranno fatto ciò che era nelle loro possibilità fare. Sono i sassolesi a decidere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
