Bper, oggi l’assemblea per l’aumento di capitale
Dovrà essere approvata la ricapitalizzazione fino a 750 milioni di euro L’Associazione piccoli soci: «Il pagamento poteva essere dilazionato»
L’appuntamento per i soci di Banca Popolare dell’Emilia Romagna è stamane alle 9 presso Modena Fiere. L’assemblea straordinaria della banca dovrà approvare la proposta di aumento di capitale fino a 750 milioni. Una formalità dall’esito scontato che alla vigilia è stata vivacizzata dall’intervento pubblico dell’Associazione piccoli soci della Bper, che ha voluto sottolineare le difficoltà dei tantissimi soci minori (quelli con meno di 15mila azioni) dell’istituto di credito in questa fase per fare fronte a un impegno del genere con il rischio che tanti fra loro debbano rinunciare vendendo le azioni detenute. Secondo i calcoli dell’associazione, «un socio che oggi ha 5.000 azioni Bper - si dice in una nota - dovrà versare, presumibilmente entro metà luglio, tra i 12 ed i 15.mila euro, uno sull’altro, questo se l’aumento sarà nella misura massima prevista, cioè di 750 milioni complessivi e la quotazione dell’azione Bper rimarrà stabile. Questo dopo aver appena pagato Irpef, Imu, Tasi».
Quindi, secondo l’associazione, un piccolo azionista che detiene un valore di oltre 40mila euro per aderire all’aumento di capitale ne deve versare almeno 12mila e si capisce che di questi tempi non è poca cosa. In ogni caso l'auspicio dei piccoli azionisti è «che anche il nuovo capitale rimanga in mano ai soci attuali. Non si è voluto dilazionare il pagamento dell'aumento di capitale nel tempo - come richiesto - per dare modo alle famiglie e alle imprese dei piccoli e medi soci di reperire le risorse per aderirvi ovvero di disinvestire altri titoli in un momento favorevole per reinvestire poi tale somma nella propria banca».
«Una domanda - continuano i piccoli soci - da emiliano-romagnoli concreti ci sorge spontanea: se si ipotizza che l'assemblea non approvi l'aumento di capitale cosa succederebbe, in concreto, alle nostre azioni, al nostro istituto e ai suoi clienti entro 6/12 mesi? Una risposta a questa domanda durante l'assemblea da parte del Consiglio di amministrazione potrebbe essere interessante».
Il presidente Ettore Caselli in settimana ha avuto occasione di spiegare le motivazioni che hanno indotto Bper a proporre l’aumento di capitale: «In primo luogo - ha dichiarato il presidente - l'operazione ci consentirà di rafforzare considerevolmente il patrimonio, raggiungendo un livello di Common Equity Tier 1 ratio pari al 10,44% in base alle nuove norme di Basilea 3. Siamo in linea con le migliori pratiche di mercato e possiamo affrontare con grande serenità le procedure in corso - mi riferisco all'Asset quality review e ai successivi Stress test - che segnano il passaggio delle 15 principali banche italiane sotto la vigilanza diretta della Bce. Inoltre l'aumento di capitale si inserisce in una fase nella quale andremo ad elaborare il nuovo piano industriale di gruppo, che ci auguriamo possa essere pronto a inizio 2015. Lo scopo è migliorare ulteriormente la capacità competitiva di Bper. Si tratta dunque di una scelta significativa per la vita dell'azienda. Ricordo che il nostro ultimo aumento di capitale è avvenuto nel 2006, ben otto anni fa. E quindi è normale che abbiamo riflettuto molto prima di tornare sul mercato. Questa operazione apre prospettive importanti per il futuro e può essere recepita positivamente dai soci».
Caselli ha anche voluto evidenziare che l’afflusso di risorse dovuto all’aumento di capitale sarà un motivo in più per finanziare la ripresa dell’economia: «C'è molta liquidità nel sistema - ha detto - gli investitori esteri e i fondi di private equity mostrano interesse per la realtà economica italiana. E le banche sono in condizione di riprendere a erogare credito con maggiore vigore rispetto al recente passato».
Stefano Turcato
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