Mef, nuove mostre al via e divisa fatta dagli studenti - VIDEO
Nella casa natale del Drake dal 19 giugno una esposizione dei motori Ferrari e nel salone del museo le auto che hanno fatto la storia del marchio del Tridente
C'è attesa per il museo, unico al mondo, dei motori Ferrari collocato nella casa natale del Drake che vedrà l'inaugurazione il 19 giugno. Il salone dove stava l'officina di Alfredo Ferrari, papà del fondatore della Rossa, sarà presto ridipinto di bianco e saranno posizionate lì una serie di tende che disveleranno a mano a mano tutti i migliori motori della Ferrari. Nella stessa occasione nella galleria del Mef sarà inaugurata la nuova mostra dedicata ai cent'anni della Maserati.
Ieri intanto c'è stato un "aperitivo". Poiché anche la divisa serve a fare squadra, da oggi il personale di sala del Mef sfoggia un abito gialloblù nuovo di zecca. Tutti, dal direttore Ghini in giù, indossano la divisa ideata, disegnata e preparata dagli alunni delle scuole Cattaneo Deledda di Modena e dal Vallauri di Carpi.
Ma al museo sono molte altre le novità annunciate da un Ghini entusiasta che a un certo punto, durante la presentazione davanti ai ragazzi delle scuole, improvvisa una ironica sfilata. «Oltre alle divise – spiega il manager Ferrari – abbiamo anche altre novità. Intanto è stata potenziata la navetta che collega stazione Fs, via Paolo Ferrari e Maranello e nei prossimi giorni doteremo il museo di belle biciclette gialloblu che potranno essere utilizzate dai turisti per andare in centro. Rinnovo però la richiesta di cambiara la viabilità di accesso al museo perché così proprio non va. Anche se sono particolarmente contento del numero dei visitatori, in ampia crescita». Torniamo alle divise nuove di zecca realizzate dalle alunne del settore moda di Cattaneo e Vallauri sotto la supervisione del modellista Carlo Barbieri. «Con le nuove divise – spiega uno degli operatori del museo, Federico – siamo più facilmente indentificabili dal pubblico».
Entusiaste le ragazze che hanno lavorato: «Siamo partite a febbraio – spiega Giulia Grenza della IV F del Deledda – e la nostra classe ha realizzato in particolare la felpa. Ma hanno lavorato tanti, dalla III alla V classe».
Stefano Luppi
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