Gli alluvionati “misurano” i rimborsi
A Bastiglia e Bomporto i sindaci impegnati a spiegare le ordinanze: tante le scadenze, ma tante anche le perplessità
BOMPORTO E BASTIGLIA. «Il decreto per le imprese non è ancora uscito, ma sembra sia questione di giorni, mentre il più grande timore per i privati che hanno danni da alluvione è che non possano anticipare le spese».
Così Manuela Gibertoni di Bomporto, presidente del comitato Alluvionati che a inizio maggio ha presentato un esposto in Procura a nome di 700 persone. La sua opinione rappresenta quella di molti altri cittadini che ieri mattina, al Tornacanale a Bomporto e nel parco dietro il Comune a Bastiglia, hanno ascoltato i due sindaci, impegnati nella spiegazione delle ordinanze sui danni da alluvione. Tre ordinanze che riguardano i privati. L’atteso decreto relativo alle aziende, secondo le previsioni, dovrebbe invece contenere il rimborso al 100% sui muri, l’80% delle attrezzature, il 60% delle scorte, sull’esempio dell’ordinanza 57, emanata per il sisma.
«Per chi non può permettersi anticipi – ha commentato il sindaco Borghi – sono al vaglio due soluzioni: la prima di fare accordi con le banche per mutui a tasso 0. La seconda: una volta che il privato ha individuato il negozio dove acquistare il bene, il Comune paga direttamente l’esercizio».
Sono poi stati fatti alcuni distinguo: sotto i 15mila euro non serve la perizia, per gli arredi sopra i 15mila euro, l’eccedenza può essere detratta fiscalmente.
A Bastiglia, poi, in un incontro talmente sereno con i cittadini da fare sembrare lontana epoche geologiche l’ “era Fogli”, il nuovo sindaco Francesca Silvestri ha illustrato le tre scadenze principali. Entro il 31 luglio bisogna presentare la domanda di contributo per beni immobili e mobili; entro il 30 ottobre bisogna presentare le fatture di tutte le spese sostenute per i beni mobili; entro il 30 giugno 2015 per i beni immobili occorre concludere i lavori e presentare le fatture.
«Nessuno verrà lasciato solo – ha rassicurato il sindaco – valuteremo caso per caso come fare per venire incontro ai cittadini che non hanno la possibilità di anticipare le spese».
Nel frattempo, venerdì si è tenuto in contro tra comitati e istituzioni. In particolare, alcuni comitati hanno denunciato come i 50 milioni promessi non ci siano: «Non è vero, i 50 milioni ci sono», ha risposto il sindaco Alberto Borghi.
Ieri mattina il consigliere della lista civica La Bastia, Antonio Spica, ha ribadito la stessa perplessità sottolineando altre incongruenze. «Le ordinanze parlano di immobili affittati, ma chi non l’ha affittato? –attacca Spica – Regione e Abi avrebbero dovuto mettersi d’accordo sul finanziamento: categorie di privati svantaggiati come faranno ad allegare la fattura pagando subito? Infine, nonostante il consigliere regionale Pd Luciano Vecchi si sia impegnato, al termine della campagna elettorale, per la zona franca urbana, pochi giorni fa il vice segretario Baretta ha dichiarato che è impossibile: Roma non può fare a meno delle tasse emiliane».
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