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«I politici? Ignoranti di ambientalismo»

Dibattito alla festa di Legambiente. Il presidente nazionale Cogliati Dezza: «Da Renzi nulla di nuovo»

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«Il secolo vero dei Verdi è questo». Gianfranco Bettin, assessore all’Ambiente di una Venezia al centro della vicenda Mose, ha rilanciato la necessità di una svolta ambientalista durante la seconda festa di Legambiente che si conclude oggi al Parco Ferrari. «Il movimento tedesco si è sempre rinnovato nei momenti di crisi - ha ribadito in collegamento telefonico dalla città dei Dogi, in cui è rimasto per fronteggiare le proteste contro lo scandalo Mose e l’attraversamento delle grandi navi - mentre in Italia sono rimasti invischiati nei difetti della vecchia politica ».

«L’ambientalismo sociale è in ottima salute - ha sottolineato nell’incontro Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - ma quello politico è molto malato».

Per Cogliati Dezza non è un problema di destra o sinistra: «negli ultimi cinque governi, di colori diversi, le scelte sono state le stesse e cioè a favore delle lobby». Poca fiducia anche verso il nuovo corso di Renzi: «sta cercando di prendere atto che la realtà cambia, ma non ha fatto nulla di concreto per l’ambiente. Dal suo governo segnali molto preoccupanti, come le scelte per l’Ilva». La questione, per il presidente dell’associazione, è che in Italia l’attenzione politica è alta a livello teorico, ma quando si tratta di «sporcarsi le mani» allora iniziano i passi indietro. «Bisogna applicare la Costituzione - ha ribadito Silvano Tagliavini, socio di Legambiente Modena - che nell’articolo 9 spiega che lo Stato deve tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico. Dobbiamo sempre passare i testimoni ai nostri figli o possiamo fare qualcosa?».

«La classe dirigente oggi non ha la minima voglia di studiare - ha risposto Cogliati Dezza - non sa dove intervenire. Non solo i Verdi, ma anche le altre rappresentanze politiche nel Pd, in Sel e nell’estrema sinistra. La questione delle grandi navi a Venezia è l’iconografia di un’idea di sviluppo sbagliata. Distruggere Venezia per fare passare le grandi navi o il progetto Mose sono un’idiozia». Per il presidente di Legambiente occorre ripensare nuove forme di mobilitazione, anche con i social network, per coinvolgere «i milioni di persone che già scelgono le energie verdi senza essere ambientalisti o di sinistra o impegnati socialmente».

«Il nostro impegno va avanti - ha concluso Alessandra Filippi, presidente del circolo di Modena - abbiamo ottenuto risultati nel quartiere Sacca, per le ciclabili e per una mobilità nuova. Ci auguriamo che con la nuova amministrazione l’impegno prosegua anche con tutte le associazioni».

Gabriele Farina

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