Un sogno in musical: oggi al Michelangelo i giovani del Mu.Mo.
Il direttore artistico Borelli spiega “Airport for a dream”: «Ottanta minuti di danza e canto tra le capitali del mondo»
MODENA. “Airport for a dream” ovvero, “Il giro del mondo in ottanta minuti”. Questo il titolo dello spettacolo, alle 18 di oggi al Michelangelo. La direzione artistica è curata da Heron Borelli, Tarek Benoura e la MuMo Musical Arts Academy, con la fattiva collaborazione di Valentino Infuso. Prima dello spettacolo uno spezzone del musical “Fame” da parte del Musical Junior di MuMo. Ambientato in un aeroporto, un clochard racconta i suoi viaggi, da e di sogno, tra le più belle città del mondo: Parigi, New York, Madrid, San Pietroburgo, attraverso vari stili di danza musica e canto: danza classica, hip hop, break dance, modern, latini, flamenco, tango, tip tap e tanto altro. Un viaggio che dura 80 minuti come ottanta sono i giovani performer di MuMo Musical Arts Academy che ha già aperto le audizioni per il nuovo corso di canto e musical in via Emilia Est 798.
«Abbiamo voluto creare uno spettacolo con alcuni degli allievi in formato spettacolo - spiega il direttore artistico Heron Borelli - È il viaggio di un clochard che racconta ai passeggeri i suoi viaggi immaginari e porta le persone nei suoi luoghi ideali».
Come è nato lo spettacolo?
«Perché ognuno di noi immagina un viaggio ideale che si snoda tra sogno e fantasia. Non c'è bisogno di andare in un posto, è sufficiente raggiungerlo con l'immaginazione. Adesso non si sogna. La gente è abituata ad avere le cose immediatamente mentre è più bello seguire i propri sogni e l'arte ne è un grande motore. Attraverso una canzone, la danza, alcune parole, una voce, si possono fare viaggi meravigliosi. L'arte è una lingua universale».
Insieme a Tarek Benouara hai firmato la direzione artistica.
«La direzione artistica è mia e di Tarek. Lo spettacolo è stato curato insieme a Valentino Infuso con la collaborazione anche di altri insegnanti».
Un bilancio dell'ultimo anno del MuMo.
«È stato molto positivo anche perché noi puntiamo tanto sull'innamorarsi dell'arte. Non frequentare solo un corso ma far capire ai giovani che con sacrifici, lavoro e disciplina c'è un mondo da conquistare. Il bilancio è molto positivo perché c'è tanta energia, tanta voglia di fare e il progetto sta crescendo sempre di più».
È un periodo di lavoro molto intenso per te.
«Abbiamo debuttato a Parigi con il musical “Amleto” di Pierre Cardin e stiamo lavorando per portalo in Italia. Di recente a Ferrara ho interpretato il ruolo di Gesù in “San Pietro”, patrocinato dal Vaticano, che è già in circolazione in Italia. “Amleto” è un musical puro nel senso che c'è solo canto; in “San Pietro” vi è anche tanta recitazione. In tutti e due gli spettacoli vi sono grandissimi professionisti del musical».
Nicola Calicchio
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