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Tangenti al Policlinico/ Appalti e soldi alle onlus: da oggi gli interrogatori

di Carlo Gregori
Tangenti al Policlinico/ Appalti e soldi alle onlus: da oggi gli interrogatori

Gli indagati compariranno davanti ai due pm che verificano il periodo 2007-12 Il più atteso è l’ex Dg Cencetti. Il legale: sarà ascoltato a giorni e spiegherà tutto

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Appalti al Policlinico: da oggi parte una settimana di interrogatori a tutto campo in Procura. A rispondere ai quesiti dei pm saranno i principali indagati dell'inchiesta venuta alla luce una decina di giorni fa con il sequestro preventivo di beni per un milione e mezzo di euro in merito a pesanti accuse - corruzione, turbativa di pubbliche gare, riciclaggio e altri reati - che ruotano intorno alla gestione dell'ospedale dell’ex Dg Stefano Cencetti, tra il 2007 e il 2012. Proprio Cencetti è l'indagato chiave. I sostituti procuratori Marco Niccolini (titolare anche dell'inchiesta su Cardiologia) e Pasquale Mazzei gli porranno domande sui numerosi episodi oggetto di indagine. Il suo legale, avvocato Djurdjica Oreskovic, ha detto che non verrà interrogato oggi, ma nei prossimi giorni. «Cencetti è sereno e aspetta di poter chiarire tutto - ha confermato la Oreskovic - e nonostante le pesanti accuse riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai reati dei quali è sospettato».

Altri interrogati saranno la moglie dell’ex Dg, Maurizia Viviani, a capo del poliambulatorio carpigiano dove ha sede anche la Hfm, la società onlus di Cencetti che si occupa di convegni e consulenze. Poi ci saranno i sei dirigenti del Policlinico che in qualche modo erano coinvolti nella procedura degli appalti sotto indagine, una psicologa dell'ospedale, il docente della facoltà di Economia responsabile della Fondazione Marco Biagi e soprattutto i dirigenti delle “coop rosse” aggiudicatrici dei principali appalti: la Ccc di Bologna con il direttore commerciale dell'epoca, il modenese Giorgio Benedetti, la Cpl di Concordia con il direttore commerciale, il carpigiano Nicola Verrini, e la Coopservice con il direttore generale, il reggiano Roberto Olivi, e con l’ex direttore commerciale, il modenese Wainer Reggiani (che nel 1998 da presidente della cooperativa La Generica patteggiò una pena per il caso di finanziamento occulto al Pds sempre in ambito di false sponsorizzazioni a squadre sportive).

L'indagine entra così nel vivo, anche se quasi tutti i protagonisti ripetono di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia.

La Procura sta infatti cercando di ricostruire i complessi intrecci intorno a un'ipotesi corruttiva di tangenti che ha due fasi. La prima fase legata all'assegnazione di appalti. Il cosiddetto Appaltone (il Global Service), un contratto di otto anni da 130 milioni di euro, con sconto iniziale del 5%, che riguarda tutti i servizi principali per il Policlinico e che vede tra i suoi vincitori Ccc, e Coopservice) e soprattutto gli appalti in deroga all'Appaltone che riguardavano con procedure negoziate anche progetti in grande stile come quello legato alla cosiddetta “buca”, il cratere scavato da Cmb per conto di Ccc per costruire in futuro una palazzina per ospitare i degenti dei reparti in ristrutturazione e in seguito per ospitare laboratori (3 milioni e 100mila euro), rimasto oggi solo come un grande foro dietro il bar interno all'ospedale. Poi c'è la Biobanca, opera da 700mila euro in gran parte finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio: una struttura per conservare nel gelo i tessuti di pazienti affetti da neoplasia e altre malattie da poter studiare in futuro. C'è la “penna digitale”, complesso sistema di monitoraggio sincronizzato per le sale operatorie. C'è il sistema di monitoraggio dell'aria nelle sale operatorie di Ostetricia. E tanti altri appalti. Compreso l'acquisto di un manichino complesso del costo di 80mila euro.

Tutti questi e tanti altri appalti e convenzioni, secondo i sospetti della Procura, fruttavano tangenti che venivano convogliate in direzione di Cencetti attraverso un complesso sistema di giri di denaro. Infatti tra gli indagati andrà sentito c'è anche l'ex deputato Pd aretino Vasco Giannotti a capo della potente e prestigiosa associazione Gutenberg di Arezzo. C'è anche Mauro Amadei, reggiano a capo di Multiline e tesoriere della Hmf presieduta da Cencetti. Il denaro sarebbe quindi arrivato attraverso triangolazioni, non facili da ricostruire, alla Hfm. I magistrati devono insomma ora unire le due fasi e cercare di ricostruire in modo provato che a un appalto corrispondeva una “dazione” di denaro illecito. Uno di questi casi sarebbe una versamento di 200mila euro che la Ccc si sospetta aver girato in piccola parte alla Aquatic della moglie di Cencetti (27mila euro) e in gran parte alla Gutenberg di Giannotti.

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