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Caldo e risultato “scontato”: fuga dai seggi

di Marcello Radighieri
Caldo e risultato “scontato”: fuga dai seggi

Affluenza in netto calo: solo il 45,27 % dei modenesi si è recato alle urne per il secondo turno

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II 30 e passa gradi della domenica modenese fanno strage di elettori. Il via vai continuo di due settimane fa, nei 187 seggi sparsi lungo il territorio comunale, è infatti solo un lontano ricordo. La partecipazione, in occasione del primo ballottaggio della storia cittadina, è bassissima, il 45,27% (al primo turno era il 72,17%).

Il trend risulta chiaro fin dalle prime ore del mattino.

Già a mezzogiorno l’affluenza è nettamente in calo: i dati ufficiali testimonieranno poi che in mattinata si è recato alle urne appena il 15,7% degli aventi diritto (rispetto al 24% di due settimane fa), mentre in alcuni seggi il numero dei votanti è addirittura dimezzato. E nei plessi scolastici lungo i viali, “urne del centro storico”, tradizionalmente “a destra”, i dati sembrano ancora peggiori. L’affluenza entra addirittura in una “fase di stallo” in quella che sembra una sorta di “pausa pranzo prolungata” – che si protrae lungo le ore più torride della giornata, dalle 11 del mattino fin oltre le 16. In tanti, tra scrutatori e presidenti di seggio, pronosticano un incremento in serata, con l’attenuazione del caldo. Qualcuno arriva anche a “preoccuparsi” per possibili ingorghi, causati presumibilmente dalla partita Modena-Cesena e dal concomitante rientro dalle gita fuori porta – eventi che, almeno a livello teorico, avrebbero dovuto spingere diversi elettori alle urne.

E in effetti, a partire dal tardo pomeriggio, tra i seggi inizia a serpeggiare un po’ più di movimento, e l’andirivieni si fa più costante. Ma il temuto intasamento resta una realtà lontana. Il “fattore caldo”, comunque, da solo non basta a spiegare un così netto tracollo della partecipazione. All’interno dei seggi si prova così ad azzardare qualche ipotesi alternativa: da chi spiega che in realtà un calo ai ballottaggi è «fisiologico», specie se «il risultato appare scontato come in questo caso», a quanti sostengono che, semplicemente, «gli elettori del centrodestra non sono andati a votare». Fino a chi, infine, attribuisce il calo ad una sorta di “stanchezza dell’elettorato”. Tra questi ultimi figura anche Massimo Malagoli, presidente di seggio presso le scuole medie Lanfranco. Un istituto tradizionalmente tra i più affollati durante le giornate elettorali. Ma che a questo turno non fa eccezione in quanto ad assenteismo. «Molti cittadini – spiega Malagoli – non volevano tornare a votare, perché si erano già espressi chiaramente due settimane fa. Lo considerano uno spreco di soldi». E in effetti, qui come in altri seggi, tra battutine sui costi e critiche di vario genere, più di un elettore si mostra quasi «infastidito» nel ripresentarsi alle urne. Di file, manco a dirlo, nemmeno l’ombra. La giornata scorre via tranquilla, quasi noiosa, nella gran parte dei seggi. Solo presso le scuole Cavour si registra qualche attimo di agitazione, dovuto alle grida di una persona probabilmente disturbata, subito soccorsa.

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