Il “Muzza” fa la squadra e si tiene una superdelega
Il neosindaco si tiene un assessorato di peso tra lavoro e imprese. Si cerca di convincere Valerio Massimo Manfredi. Spuntano Ferrari e Cavazza
Da oggi? No, da ieri sera. Subito al lavoro. Muzzarelli è stato chiaro: nominare la giunta entro pochissimi giorni. Chiaro anche sui numeri: dai sei assessori annunciati alle primarie, agli otto che realisticamente andrà a nominare.
Ma Muzzarelli promette già di essere un sindaco atipico. Intanto sarà il primo sindaco a dover governare anche tutto il territorio, non essendoci più la figura del presidente della Provincia. Ma promette anche, questo è quello che ha detto al suo staff, di trattenersi deleghe importanti. Una di queste potrebbe essere un grande assessorato nel quale concentrare la programmazione del territorio intesa come interventi economici, lavoro e rapporti con il mondo delle aziende.
Mobilità e urbanistica non dovrebbero essere separate e l'assessorato allo sviluppo del territorio sarà la delega più pesante da attribuire. Come farà Muzzarelli a dare quel segnale di discontinuità che è stato chiesto e allo stesso tempo mantenere in giunta, perché questo è uno dei rumors, una figura come quella di Gabriele Giacobazzi? Potrebbe davvero essere quest'ultimo l'unico anello di congiunzione col passato: figura esperta, di cui Muzzarelli si fida, in grado anche di dargli una chiara visione della macchina comunale. Ma certamente non passerà in carrozza questa opzione.
Per il resto nomi nuovi, squadra nuova e soprattutto giovane. Giovani sui quali Muzzarelli vorrebbe scommettere di persona. E anche qui la lista è in via di definizione. C'é Giulio Guerzoni, che non si è candidato in consiglio comunale ma in campagna elettorale è stato piuttosto attivo e operativo: per lui c’è lo sport. C'è Giuliana Urbelli, che conosce già bene il bilancio: anche lei non ricandidata in consiglio comunale, è un nome sul quale Muzzarelli vorrebbe provare a scommettere. E ancora Roberta Roncone, funzionario della Cisl funzione pubblica. In calo Greta Barbolini dell’Arci, spunta invece Gianpietro Cavazza del Centro Ferrari
Due i temi caldi: la presenza o meno in giunta di Lucia Bursi e il nome dell’assessorato alla cultura che potrebbe riservare anche sorprese. Per la Bursi una delega come i lavori pubblici, mentre la cultura è questione più complessa. Non è un mistero che ci sia chi spinge per la riconferma di Alperoli, ma Muzzarelli non può permettersi di fare la giunta degli ex. Un sondaggio è stato fatto per Valerio Massimo Manfredi, che però dovrebbe lasciare la presidenza della Fondazione di Vignola, ed è stata chiesta la disponibilità anche all’artista Andrea Capucci. Circola anche il nome di una donna, Irene Guadagnini, da tempo impegnata in questo settore in quota Pd. Poi restano tre aspetti da affrontare a mente fredda nel post voto. Il primo: la “quota Maletti” prevede più di un assessore? Un nome del passato come Giuseppe Boschini o Fabio Poggi, oppure un nome nuovo come quello di Alberto Cirelli? Accanto a questi c’è quello di Ludovica Carla Ferrari, che ha sostenuto la Maletti alle primarie e potrebbe conquistare la prima vera delega “smart city” della storia di piazza Grande. Il secondo: visti alcuni exploit tra i nuovi nelle preferenze in consiglio comunale, si potrà pensare ad uno di questi per la squadra di giunta? Muzzarelli ha sempre escluso questa opportunità, ma se si trovasse in difficoltà a chiudere la squadra, e ad oggi è così, qualche giovane promettente come Andrea Bortolamasi o qualche uomo su cui contare come Antonio Carpentieri sono alla finestra.
Il terzo: il contributo di Sel c’è stato, un posto in giunta si prospetta. Su Favarin c’era già l’accordo, ma i nomi che vengono avanti sono altri due, e Muzzarelli sceglierà tra Eriuccio Nora (ambiente?) e Ingrid Caporioni (istruzione?), con quest’ultima avvantaggiata.
@dvdberti
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