La Saraceno parla di immigrati
La sociologa presenta il suo ultimo libro sugli stranieri in Italia
«Mediamente gli stranieri regolari che arrivano in Italia sono concentrati negli strati più bassi dell’occupazione. La tipologia del nostro mercato del lavoro si presta ad attrarre manodopera meno qualificata».
Con queste parole la sociologa di fama internazionale Chiara Saraceno commenta l’immigrazione in Italia. Questo tema, oggetto dell’ultimo libro, “Stranieri e diseguali: le disuguaglianza nei diritti e nelle condizioni di vita degli immigrati” (Il Mulino nella collana della Fondazione Ermanno Gorrieri), curato da Saraceno, con Giuseppe Sciortino Nicola Sartor, sarà dibattuto questa sera dalle 21 al cortile di Levante della Biblioteca Loria. Durante la serata ci saranno spunti per parlare anche della cosiddetta immigrazione emergenziale, ossia quella che si vede dalle dolorose immagini degli sbarchi sulle coste italiane. Al riguardo, Chiara Saraceno tempo fa lanciò una proposta più che mai attuale. «Perché le istituzioni religiose non aprono le porte dei propri edifici per ospitare questi popoli immigrati? L’istituzione cattolica in quanto tale è poco propensa all’accoglienza, al contrario di singoli fedeli che sono testimoni di solidarietà invece” conclude Saraceno.
«La presenza della professoressa Saraceno ci onora e ci rallegra, perché siamo certi che, con la sua presenza, la serata da noi proposta rappresenti una preziosa occasione per fare chiarezza su delle tematiche, quelle relative all'immigrazione, sulle quali troppo spesso si sente dire tutto e il suo contrario».
Così Ousmane Cisse, presidente della Consulta per l'Integrazione dei cittadini stranieri dell'Unione Terre d'Argine, commenta l’arrivo di Chiara Saraceno in città.
Serena Arbizzi
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