Cencetti: per la Regione le sue procedure erano ok
L’assessore Lusenti: «Al Policlinico applicati tutti i controlli, nessuna anomalia» Più che le tangenti, per lui «l’unico tema importante sono i risultati di gestione»
Appalti al Policlinico 2006 -2012: sono iniziati ieri gli interrogatori dei principali sospetti per l’inchiesta sulle presunte tangenti. Il principale indagato, l’ex direttore generale Stefano Cencetti, sarà ascoltato nei prossimi giorni, ha confermato il suo avvocato Djurdjica Oreskovic, così come sua moglie Maurizia Viviani, titolare di un poliambulatorio a Carpi dove si trova anche la sede della Hfm, la società di convegni e consulenze mediche presieduta da Cencetti con il socio Mauro Amadei. Loro tre dovranno chiarire ai sostituti Niccolini e Mazzei il percorso del denaro che transitava, almeno nel caso di Cencetti, anche attraverso la società Gutenberg di Arezzo, presieduta dall’ex deputato Pd aretino Vasco Giannotti, per finire alla onlus Hfm. Questo sarebbe il percorso della percentuale illegale che la Procura sospetta essersi ritagliato Cencetti in numerose occasioni quando guidava il Policlinico.
Ieri, però, l’attenzione è stata tutta spostata sulla Regione. A Bologna, in Commissione Politiche per la salute l’assessore regionale Carlo Lusenti - al quale risponde la direzione generale del Policlinico - ha chiarito a modo suo l’“affare Cencetti”. Lo ha fatto senza mai entrare nel merito delle vicende oggetto di indagine della Procura. E anzi concludendo il suo lungo discorso sull’applicazione di più strette procedure di controllo (discorso sul quale torneremo più avanti ndr.) con una riflessione limitata ai soli risultati di gestione. «La discussione pubblica sull’inchiesta di Modena - ha concluso - non si è soffermata sull’unico tema veramente importante: i risultati ottenuti dai direttori generali del Servizio sanitario regionale. Se non fossero stati raggiunti gli attuali risultati di qualità ed efficienza dei servizi garantiti dalle aziende sanitarie, l’Emilia-Romagna non sarebbe ininterrottamente dal 2009 la regione italiana sempre prima nell’elenco del ministero della Salute sui livelli essenziali di assistenza assicurati ai cittadini». I risultati gestionali, secondo Lusenti, sono quindi più importanti delle tangenti, che pure definisce ipotesi gravissime. Non una parola sui fatti: sulle procedure di controllo attuate per l’Appaltone, la “buca” e gli altri numerosi appalti in deroga, le spese, i contributi per le borse di studio e le consulenze attivati da Cencetti. Nessun sentore di falle e pieghe che permettessero, come si sospetta in Procura, di creare canali per dazioni di tangenti.
Secondo Lusenti, tutto è andato per il verso giusto. In compenso ha spiegato in dettaglio come funziona il sistema di controllo di gestione, dal Ministero fino agli enti territoriali. «Tutto il sistema dei controlli, previsto a livello nazionale, regionale e aziendale, è stato applicato. Attendiamo con fiducia l’esito del lavoro della magistratura. Come Regione stiamo già intervenendo con alcune innovazioni, a partire dai contratti dei direttori generali di nuova nomina». Quanto alla nomina di Cencetti, «il percorso è avvenuto rispettando tutte le norme regionali e nazionali vigenti sulle procedure di valutazione, nomina e rinnovo». L’assessore regionale ha tenuto a chiarire che l’indagine di Modena «non nasce da una denuncia, ma dallo sviluppo autonomo del lavoro della magistratura. Né la Regione, né il Policlinico hanno informazioni dirette su ciò. Siamo di fronte a ipotesi di reato di una gravità assoluta. Per ragioni di rispetto nei confronti della magistratura, attendiamo fiduciosi, pronti alla massima collaborazione».
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