Finalmente Concordia ha la sua palestra
Taglio del nastro per la struttura consegnata in netto ritardo a causa di problemi con la white list
CONCORDIA. Una storia partita non sotto i migliori auspici, ma che è riuscita ad avere un lieto fine. È stata infatti inaugurata la nuova palestra di via del Volontariato, una struttura di oltre 1200 metri quadrati, a norma Coni, dotata di una tribuna con 100 posti a sedere e doppi spogliatoi. La caratteristica principale è il fatto che si possa dividere “a metà”, permettendo così lo svolgimento contemporaneo di due attività separate. Il costo ammonta a 1,2 milioni, fondi erogati dalla Regione. La palestra è destinata principalmente alle scuole (non a caso sorge a pochi metri dal nuovo polo), ma in orario extra scolastico potrà essere utilizzata anche dalle associazioni.
Così come per il caso di Massa, si è trattato però di un cantiere “maledetto”. Anche a Concordia, infatti, i lavori hanno subito un ritardo di circa tre mesi rispetto alla tabella iniziale a causa di un’interdittiva con cui si escludeva dalla white list una delle ditte dell’Ati (associazione temporanea di imprese) che si era aggiudicata l’appalto. Il cantiere è iniziato nella primavera del 2013, salvo poi bloccarsi nell’ottobre dello stesso anno dopo che la TecnoEdil di Fossato di Vico (Ancona), che fino ad allora risultava affidabile e sicura, è finita nell’occhio del ciclone in quanto gli accertamenti disposti dal prefetto reggiano Antonella de Miro hanno evidenziato situazioni sospette. La ditta, che nei mesi precedenti aveva presentato e ricevuto l’iscrizione alla white list presso altre prefetture in modo tale da partecipare agli appalti per la ricostruzione, si è però vista togliere il bollino bianco (necessario per il proseguimento dei lavori) dalla prefettura di Reggio Emilia: nel mirino era finito il legame tra il titolare ed il nonno, che aveva alle spalle guai giudiziari.
In seguito a questa decisione la TecnoEdil aveva presentato ricorso al Tar, il quale però rigettò le istanze della ditta marchigiana.
Patrizio Bianchi, assessore regionale alla Scuola presente all’inaugurazione, difende il suo operato: «Posso dire che abbiamo messo in atto una selezione durissima proprio perché vogliamo perseguire la strada della legalità e della trasparenza». Oltre a causare il ritardo, l’esclusione della TecnoEdil ha provocato danni alla Ite Idrotermoelettrica, l’altra ditta dell’Ati che invece aveva le carte in regola per lavorare. Quest’ultima, infatti, dopo essersi trovata spiazzata ha deciso di prendersi carico e di portare a termine il cantiere, ma non senza difficoltà: nel frattempo ha dovuto affittare container e acquistare il materiale per la realizzazione della palestra pagandolo anticipatamente, con evidenti ripercussioni sulla solidità economica dell’azienda.
Giovanni Vassallo
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