Maranello, gigantesco rogo devasta due ceramiche VIDEO - FOTO
Maranello. L’incendio, verso le 18, ha distrutto i capannoni di Art Posa e Tantra. Cause quasi certamente accidentali
MARANELLO. Non sono ancora chiare le cause che, alle 18.15, hanno fatto scoppiare un incendio nei due capannoni delle ceramiche Art-Posa e Tantra nella zona industriale di Maranello in via Toscana.
Secondo le prime ricostruzioni l’incendio, che non sembra essere di origine dolosa, dovrebbe essere partito da un magazzino, di plastica e legname trucciolante, esterno ai capannoni (forse da una pedana o da un pallet), e poi, favorito anche dal caldo torrido di questi giorni, ha iniziato ad intaccare la struttura delle aziende produttrici di piastrelle in ceramica e rivestimenti per pavimenti.
Fortunatamente, al momento dello scoppio del rogo, le ceramiche erano vuote, gli operai avevano da poco terminato il turno di lavoro e quindi non si registrano feriti.
Ingenti sono però i danni recati alle due attività: l’incendio ha infatti provocato il crollo di una parete del capannone, distruggendo tutto quello che trovava, piastrelle, macchinari e l’impianto fotovoltaico installato sul tetto, per una prima stima che si avvicina al milione di euro di danni.
Sul luogo si sono recati carabinieri e vigili del fuoco che hanno iniziato le prime manovre di spegnimento.
Successivamente è arrivata anche l’autocisterna da 25.000 litri dei vigili del fuoco di Bologna per dare manforte ai colleghi ce cercavano di tenere sotto controllo le fiamme che inesorabilmente stavano avanzando.
Secondo le testimonianze delle persone che si trovavano nei pressi dell’incendio, alle 18.15 si sono sentiti due forti scoppi e, subito dopo, dai capannoni ha iniziato a fuoriuscire un fumo bianco che in poco tempo è diventato nero, tale nube era visibile da diversi chiloetri di distanza.
Da segnalare la grande collaborazione dei proprietari e degli operari delle ditte coinvolte e di quelle vicine che hanno aiutato, dove possibile, i pompieri anche solo andando nel bar più vicino a reperire bottigliette d’acqua. Come quando alcuni dipendenti del capannone vicino, della Nuova Bisanzio, hanno fornito le loro casse d’acqua per l’idratazione dei vigili del fioco intenti a sedare le fiamme.
In tarda serata le fiamme non erano ancora state domate nonostante il dispiegamento di uomini e mezzi. Le operazioni dei pompieri, infatti, erano rese ancora più difficili, oltre che dal grande caldo, dal fatto che il fuoco trovava costante alimentazione dai materiali altamente infiammabili presenti all’interno delle due aziende.
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