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Modena-Sassuolo l’unico treno italiano del tutto gratuito

di Stefano Luppi
Modena-Sassuolo l’unico treno italiano del tutto gratuito

Niente controllori e mancano gli apparecchi per timbrare chi sale con ticket o abbonamento, lo fa per buona volontà

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Giorni fa ho fatto il portoghese per una mattina. Su e giù, tra Modena e Sassuolo utilizzando “Gigetto”, il treno delle ferrovie regionali che copre la tratta dal capoluogo fino alla capitale delle ceramiche attraverso le fermate di Baggiovara, Formigine e altre minori.

Quattro viaggi da abusivo su treni vecchi, ma non così sporchi come a volte si dice. Quattro ore di un martedì mattina insieme ad alcuni studenti, a molti lavoratori e a qualche anziana che andava a fare gli esami all'ospedale. Ma soprattutto quattro ore passate a viaggiare a sbafo, perché non si è visto un controllore che fosse uno durante le corse. Di più: nessuna, proprio nessuna “macchinetta” per timbrare, a parte una nuova obliteratrice posizionata a Sassuolo dove c'è anche una bigliettaia in carne ed ossa. E allora perché mai un passeggero che da Modena va in direzione Sassuolo, o il contrario, dovrebbe mai spendere i 2,9 euro per una corsa semplice (fino a 46 euro l'abbonamento mensile) se poi non si può vidimare il biglietto e non c'è il controllore sul mezzo delle Ferrovie Emilia Romagna? E l'azienda che gestisce queste corse come fa a dire che la linea è in perdita se non è neppure in grado di sapere quante persone prendono quei treni? Domande che vengono spontanee mentre si ascoltano le storie dei passeggeri e il trenino transita, un po' ansimando per la bassa velocità, a Modena Policlinico, Modena piazzale Manzoni, Modena Fornaci, l'ospedale, Casinalbo, Formigine, Fiorano, Sassuolo Quattroponti e Terminal.

Ma partiamo dal motivo per cui abbiamo fatto i portoghesi, capire cosa c'è di vero in una lettera che la Gazzetta ha pubblicato lo scorso 13 maggio. Alcuni viaggiatori in quella occasione raccontavano che ogni obliteratrice era rotta, a parte appunto la nuova sassolese, e proponevano alle amministrazioni pubbliche che pagano questo treno di dichiarare gratuita la linea Modena-Sassuolo. Com'è già nei fatti. E come accade per alcune linee in Estonia, in Belgio, a Singapore. I passeggeri sanno tutto: «Sono salita al Policlinico - spiega una signora di colore esibendo il ticket - e vado a Sassuolo per degli esami del mio bimbo. Certo qui il controllore non passa mai, ma il treno è tanto comodo». Alla partenza del primo viaggio da abusivo, alle 7,38 dalla stazione “Piccola”, tanti pendolari: «Il treno è spesso sporco - dice Giovanna Saletta, maestra in una scuola d'infanzia - e addirittura delle volte ci sono state le zecche. Almeno è spesso puntuale, ma certo nessuno timbra perché le timbratrici non vanno». Basta in effetti un piccolo controllo, anche nelle stazioni intermedie tra Modena e Sassuolo: proprio tutte segnalano errore e non danno alcun segno di vita. E dire che basta stare “appostati” nei pressi alcuni minuti per vedere come molti viaggiatori ci provino a timbrare, per poi salire con la faccia un po' così.

Certo il Gigetto è davvero utile, operai e impiegati che hanno anche una fermata letteralmente dentro alla zona delle ceramiche tra Fiorano e Sassuolo. «Io lavoro presso lo studio di un avvocato nel Reggiano a Roteglia - spiega la giovane Vitalba Lopane - e questa linea funziona, è utile. In generale nessuno controlla come avviene sulle altre linee ferroviarie». In effetti, almeno sui viaggi compiuti dalla Gazzetta, c'è una sola persona delle ferrovie sul treno: l'autista che giunto al capolinea risale dalla parte opposta e rimette in moto in Gigetto. Anche chi compie il primo viaggio conosce queste “regole”, forse uniche in Italia: «Io il biglietto l'ho fatto - spiega Luigi Ricchiuto - perché questo treno non l'ho mai preso, ma mio fratello mi aveva spiegato tutto».

Due piccole note per finire. Alla fine almeno un biglietto noi lo abbiamo annullato, ma quanta fatica... A chiamare il treno locale Gigetto fu alla fine degli anni Ottanta l'allora sindaco Alfonsina Rinaldi che, alla presentazione di un progetto di ristrutturazione della linea, si trovò pressata dai giornalisti che chiedevano: sarà una metropolitana leggera? Un treno? O cos’altro? Lei sbuffò: chiamatelo come volete, chiamatelo Gigetto. Il nome ha avuto fortuna. Ma forse è meglio decidere se è gratis o si paga.

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