Gazzetta di Modena

Modena

Manda all’ospedale i compagni di classe: insorgono i genitori

Manda all’ospedale i compagni di classe: insorgono i genitori

Le famiglie scrivono al direttore didattico: clima esasperato Mancano le figure professionali adeguate per il sostegno

3 MINUTI DI LETTURA





Il caso di un bambino con problemi di comportamento tali da diventare violento è al centro di alcune polemiche tra i genitori della classe e il dirigente scolastico della scuola interessata. La situazione è precipitata quando due alunni, in momenti diversi, sono finiti all’ospedale in seguito ad episodi di violenza. I genitori hanno scritto al dirigente scolastico più volte e ci hanno inviato la loro lettera. Una lettera che non mette al centro il bambino - del quale per ragioni di privacy non abbiamo nemmeno voluto conoscerne l’identità - ma vuole porre l’attenzione su «come la scuola - dicono i genitori - faccia fatica a dare risposte adeguate».

Per le stesse ragioni di privacy, essendo coinvolto un minorenne, non scriveremo nemmeno i nomi dei genitori che hanno firmato la lettera, che invece sono in nostro possesso, così come il nome della scuola e il nome del dirigente scolastico: sono dati che non aggiungono nulla a questa vicenda, dove il minore non può essere considerato colpevole e dove si vuole solamente riflettere su ciò che la scuola dovrebbe fare.Scrivono i genitori: «Vogliamo denunciare la difficile situazione che da un anno circa si è venuta a creare all’interno della classe dei nostri figli per mancanza di figure professionali in appoggio alla classe in presenza di un alunno con problematiche del comportamento. Nonostante le numerose segnalazioni fatte alla dirigenza scolastica non vi è stato alcun significativo intervento per supportare gli alunni e l’alunno/a in questione nel clima esasperato che ormai quotidianamente si è venuto a creare. I nostri figli mostrano da mesi ansia e riluttanza alla frequentazione delle lezioni. Il corpo docente, da sempre attento alle problematiche dei propri alunni, nonostante gli sforzi e l’impegno costanti risulta, al pari di noi genitori, impotente di fronte alla carenza di un sopporto adeguato alla classe e all’alunno/a in difficoltà. Le tutele approntate dalle disposizioni in materia di alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità non possono essere messe in pratica per la mancanza dei requisiti imposti dalle suddette disposizioni. Noi, stando così le cose, non avremo alcuna garanzia per il prossimo anno riguardo i diritti».

Ecco la risposta del direttore scolastico competente: «Leggo con stupore e sconcerto la lettera di alcuni genitori. La legittima preoccupazione di tutti i genitori per l'integrità fisica e psicologica dei propri figli, nonché il desiderio che essi possano compiere un sereno e proficuo percorso di apprendimento, sono diritti legittimi ed universali che riguardano tutte le famiglie e che noi per scuola cerchiamo di perseguire nel nostro lavoro di ogni giorno. Nel “caso” in questione, mettendo a disposizione con tempestività tutte le risorse di cui c'è bisogno: la classe dispone di bravi docenti, di una docente di sostegno per alcune ore settimanali ed anche di un educatore professionale arrivato grazie ad un intervento ad personam del Comune, in tempi da record rispetto a tante altre situazioni simili e con un numero di ore a disposizione oltre ogni più rosea previsione, oltre a preziosi consulenti specialistici messe a disposizione addirittura anche dalla famiglia. L'obiettivo non è quindi di contenimento, ma aiutare il bambino proprio nella fase più delicata della sua crescita a interagire, in modo supportato. nel piccolo gruppo e nella classe per conseguire obiettivi di autonomo rispetto delle regole e di autonoma interazione con i compagni. Proprio quello che sta avvenendo con le figure di supporto messe in campo (che, assicuro fin da ora, saranno confermate anche l'anno prossimo, siano essi educatori professionali del Comune e/o insegnanti di sostegno statali) e secondo il piano personalizzato condiviso con l'equipe degli specialisti. Con progressi significativi avvenuti nel corso di questi ultimi mesi, che hanno ad esempio portato anche alla decisione, condivisa dalle docenti e dall'equipe pedagogica, di far partecipare il bambino anche alle attività motorie da cui inizialmente era stato escluso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google