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Policlinico e tangenti Lusenti: non volevo sottovalutare il caso

di Carlo Gregori
Policlinico e tangenti Lusenti: non volevo sottovalutare il caso

L’assessore regionale: «Ma l’assistenza resta di alto livello» Il Gip convalida il sequestro dei beni dei coniugi Cencetti

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Appalti al Policlinico: il gip Paola Losavio ha convalidato ieri il sequestro della stragrande maggioranza dei beni di proprietà degli indagati del caso di sospetta corruzione e riciclaggio che coinvolge il periodo di direzione generale del Policlinio di Stefano Cencetti (2006-11). Il provvedimento del giudice lascia quindi congelati i beni, in particolare quelli di Cencetti stesso, di sua moglie Maurizia Viviani, titolare del poliambulatorio di Carpi che è anche sede della onlus di consulenze e convegni medici Hfm che fa capo sempre a Cencetti. Sotto sequestro, insomma, conti correnti beni riconducibili al manager sanitario oggi in pensione. Proseguono intanto gli interrogatori in Procura. I coniugi Cencetti, assistiti dall’avvocato Djurdjca Oreskovic, comparirà nei prossimi giorni.

Ma c’è anche un risvolto politico-amministrativo in questa vicenda. L'assessore regionale alla salute, Carlo Lusenti, ritorna sulle sue dichiarazioni rese in Commissione consiliare sull'inchiesta “Last business”.

«Nell'articolo si sostiene che attribuirei maggiore importanza ai risultati gestionali dell'Azienda sanitaria che alle tangenti. Non è così, e per evitare ambiguità, vorrei spiegarmi bene». La frase incriminata era, in particolare, questa: «La discussione pubblica sull'inchiesta di Modena non si è soffermata sull'unico tema veramente importante: i risultati ottenuti dai direttori generali del Servizio sanitario regionale. Se non fossero stati raggiunti gli attuali risultati di qualità ed efficienza dei servizi garantiti dalle Aziende sanitarie, l'Emilia-Romagna non sarebbe ininterrottamente dal 2009 la regione italiana sempre prima nell'elenco del ministero della Salute sui livelli essenziali di assistenza assicurati ai cittadini». Una frase che sembra far passare in secondo piano le presunte irregolarità rispetto ai risultati gestionali, “unico tema” degno di essere considerato.

Ora Lusenti, per evitare “equivoci”, chiarisce la propria posizione: «In Commissione ho sostenuto che siamo certamente di fronte a ipotesi di reato di gravità assoluta, e non ho certo sottovalutato i fatti. Come Regione abbiamo piena fiducia nel lavoro che sta facendo la Magistratura inquirente, al temine del quale potremo capire se le ipotesi di reato verranno confermate».

«Ma ho detto anche che sarebbe sbagliato dimenticare che questa vicenda si muove nell'ambito di una struttura sanitaria, il Policlinico, che è una eccellenza in campo medico. In questo senso ho lanciato una sorta di appello a far sì che l'eco dell'inchiesta della Procura non faccia passare in secondo piano gli ottimi risultati conseguiti dal sistema di governance della sanità regionale nel suo complesso, che ci garantisce il primo posto in Italia per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza». Prosegue Lusenti: «Sul fatto, poi, che in Commissione non abbia voluto entrare nel merito di questioni che sono al vaglio della Procura, mi pare cosa doverosa, non omertosa. Ho spiegato come funziona il sistema dei controlli e delle competenze sui controlli, perché questa è la nostra parte. È un sistema che funziona sulla base delle norme che lo hanno generato, ma sarebbe illusorio pensare di poter escludere che esso sia assolutamente impermeabile ad eventuali comportamenti individuali illegittimi, sui quali indagano i magistrati. Da parte nostra non mancherà l'impegno nel continuare a garantire la qualità delle prestazioni sanitarie, offrendo la massima collaborazione ai magistrati impegnati a fare la chiarezza sul versante della legalità e della correttezza».

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