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Restauro in tre baracche dell’ex campo di Fossoli

di Serena Arbizzi
Restauro in tre baracche dell’ex campo di Fossoli

Il progetto di recupero voluto dal Comune è curato da un gruppo di architetti ed è stato reso ancor più necessario dopo i danni provocati dal terremoto

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È stato ultimato da una squadra di architetti il progetto che consentirà di procedere alla reale messa in sicurezza delle tre baracche dell’ex Campo di Fossoli, permettendo così ai visitatori di entrare e potere fruire ancora più pienamente dei luoghi della Memoria. Il Comune ha infatti scelto un gruppo di professionisti tramite un bando, a seguito di un protocollo firmato tra Comune, Fondazione Ex Campo e Soprintendenza, con l’obiettivo di ripristinare prima possibile questi spazi, dai quali il sindaco Alberto Bellelli ha voluto iniziare il proprio mandato, all’indomani delle elezioni. I lavori all’interno di questo luogo della Memoria si sono sviluppati in più fasi e diversi progetti si sono intrecciati nel corso degli anni. Prima del sisma, la Fondazione ex Campo aveva siglato un accordo con l’università di Bologna per valorizzare ulteriormente il Campo. Negli ultimi due anni, questo accordo si è sommato ai lavori necessari per il ripristino dei danni provocati dal terremoto del 2012 e la messa in sicurezza si è articolata in due fasi: la prima consiste in interventi per rendere possibili i lavori all’interno di tre baracche. La seconda consentirà la reale messa in sicurezza delle baracche, con la possibilità per i visitatori di entrare in questi monumenti e vederli anche all’interno. Un’operazione che consente, come già ora avviene, di richiamare un numero maggiore di scolaresche, e, più in generale, di persone da fuori città per non dimenticare la dolorosa storia di cui questo luogo è testimone. «Per quanto riguarda i lavori nei tre cantieri delle tre baracche – spiega Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Ex Campo Fossoli – siamo a buon punto e, in uno dei cantieri è stata ultimata la prima fase di pulitura. La fine di questa fase dei lavori è prevista entro il 2014 e sono stati finanziati dal Ministero per i Beni Culturali con 100mila euro». Per la realizzazione del progetto di messa in sicurezza vera e propria, invece, è stato scelto l’architetto Paolo Faccio dell’università di Venezia. Inoltre, la Fondazione ex Campo si avvale della consulenza degli architetti Andrea Ugolini, Chiara Mariotti, Alessia Zampini dell’Università di Bologna. «Per portare a termine il progetto, già presentato, abbiamo sottoscritto un accordo tra Soprintendenza, direzione regionale beni storico artistici, Fondazione ex Campo e Comune per fare sinergie e condurre in porto il massimo risultato – spiega l’architetto comunale, Giovanni Gnoli, responsabile del procedimento – Il progetto, di natura preliminare ma già molto dettagliato, è stato presentato al commissario delegato per la ricostruzione e alla soprintendenza e verrà esaminato da una commissione specifica che si riunisce quando si deve decidere su interventi di una certa portata come questo».

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