Via Poletti: ubriaco inveisce e spacca auto
I residenti sono esasperati: «La sicurezza è ormai un ricordo, ora almeno si garantisca la legalità»
Fuori di testa, sotto l’effetto di alcol sicuramente e probabilmente di droghe, ha iniziato ad urlare per strada, a rotolarsi per terra, ad inveire. Poi, non pago, ha scagliato ripetutamente una bicicletta sull’asfalto, ha preso della terra da un’aiuola gettandola contro una vettura in sosta per poi “finirla” con un potente calcio che ha piegato la fiancata. È stato lo show di un giovane africano andato in onda l’altro pomeriggio alle 18 dopo un banale diverbio in via Poletti, all’angolo con viale Reiter, dove c’è il negozio etnico. Una ciliegina su una torta fatta di anni schiamazzi, di petizioni, di via vai di spacciatori, di blitz, di arresti, di situazioni limite che da tempo vedono i residenti lottare per ottenere quiete, sicurezza e soprattutto legalità. Sono stati gli stessi residenti che hanno chiamato le forze dell’ordine.
«Il timore che ai propri figli e figlie - scrive un residente a nome di tutti - possa prima o poi accadere qualcosa di grave nel rincasare o nell’uscire di casa verso sera è del tutto concreto e fondato. Va ricordato inoltre che poche decine di metri più avanti, sempre su via Poletti, sotto il muro di cinta dell’ex stazione agraria sperimentale, si svolgono bellamente attività di spaccio. Un paio di mesi fa la tempestiva segnalazione di una residente ha consentito l’arresto su due piedi di due spacciatori, cui è seguito un periodo di minore presenza di loschi traffici in quel punto. Ora le attività criminali sono riprese, mentre davanti al negozio l’assembramento di clienti e altri africani non si limita ad essere fonte di disturbo per il rumore, il disordine, la fastidiosa occupazione del marciapiedi, la disordinata presenza di macchine sulla strada, ma costituisce anche, evidentemente, motivo di richiamo per personaggi poco raccomandabili o balordi. Simili condizioni impongono un’azione adeguatamente coordinata di forze».
I residenti non sono stati certo con le mani in mano nel corso di questi anni.
«Oltre alle segnalazioni - spiega il residente - alle richieste corredate di gran numero firme di residenti di tutto il tratto di strada, contatti e incontri con la polizia municipale, con le operatrici del servizio per i rapporti con gli immigrati, i funzionari di uffici comunali preposti alle problematiche in questione e altri innumerevoli contatti, anche l’inizio del corrente anno sociale, cioè l’autunno del 2013, si è aperto con nuovi contatti del comitato informale di cittadini residenti, prima con il vicequestore Panetta, poi con l’assessore Marino. Non si può dire che non si sia notato un effettivo impegno di presenza, che non è facile valutare e che sembra aver perso oggi anche quel po’ di efficacia iniziale. Anzi, in definitiva il problema non solo non si è affatto ridotto, ma, ben lungi dall’essere sotto controllo, è realmente peggiorato».
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