L’aria è meno inquinata in calo le polveri sottili
Grazie alle nuove tecnologie e alle misure antismog il livello ridotto dall’1 al 4% Il record in positivo registrato sulla Nonantolana: dal 1998 migliorata del 60%
Buone notizie per la qualità dell’aria che respiriamo. Su tutto il territorio della Pianura Padana, infatti sono in calo le concentrazioni di 'polveri sottili', le Pm10. Una diminuzione che varia secondo le aree e le città dall'1% al 4%: a Forlì e Modena i maggiori abbattimenti negli ultimi 14 anni. A dirlo è uno studio di due ricercatori del Dipartimento di Ingegneria 'Enzo Ferrari', dell'Università di Modena e Reggio Emilia, Alessandro Bigi e Grazia Ghermandi, pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Chemistry and Physics (ACP) dell'European Geosciences Union.
Ma cosa sono le polvere sottili? Si tratta di microparticelle sospese nell’aria Esse derivano dai processi di combustione (inceneritori, centrali elettriche a biomassa, fuochi/incendi di ogni genere e origine, lo stesso fumo di sigaretta). Una delle principali fonti è il traffico automobilistico, in particolare la combustione di carburanti diesel. Le particelle con diametro minore (PM 2,5 e PM 0,1) non si limitano a depositarsi nelle vie aeree superiori, ma raggiungono gli alveoli polmonari e da qui, attraverso la circolazione di sangue e linfa, vengono trasportati in tutto il corpo depositandosi anche negli organi più lontani.
La loro pericolosità deriva dal fatto che, oltre a scatenare reazioni infiammatorie o allergiche, trasportano prodotti di combustione molto più pericolosi per la salute perché cancerogeni, «I limiti delle concentrazioni atmosferiche di Pm10 stabiliti dalla Ue e recepiti dalla normativa italiana - ha spiegato Ghermandi, docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale - rappresentano una vera sfida per le municipalità della pianura Padana, perchè questa regione, densamente popolata, ha notoriamente condizioni meteoclimatiche ed orografiche sfavorevoli per la qualità dell'aria: infatti i superamenti di tali limiti sono ricorrenti anche nella città di Modena».
Lo studio si è occupato di un'area vasta, dalla provincia di Torino alla provincia di Padova, e da Asti a Rimini. Complessivamente sono stati esaminati i dati raccolti da 41 stazioni di misura Arpa presenti sul territorio (Emilia- Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto), comprendendo in gran parte siti di fondo, urbani, suburbani e rurali, o stazioni poste in aree residenziali o entro parchi cittadini, e alcune stazioni presso incroci molto trafficati.
«L'attenzione sulle polveri sottili - ha aggiunto Alessandro Bigi - è aumentata tantissimo negli ultimi anni, nonostante ci sia stata una notevole diminuzione (anche del 40% in 10 anni) delle concentrazioni di questo inquinante. Questo calo è dovuto soprattutto a miglioramenti tecnologici stimolati da vincoli legislativi più stringenti, ma talvolta non sono percepiti positivamente dall'opinione pubblica, che spesso lamenta la presenza di limitazioni di vario tipo anche se mirate a contenere le emissioni». Per quanto riguarda la situazione di Modena con Arpa è stato osservato come la stazione "Nonantolana", in parte influenzata dal traffico stradale, sia quella che ha mostrato il calo percentuale maggiore di concentrazioni di PM10 su tutta la pianura Padana, dopo Forlì: tale calo è stato del 4.3% annuo, ovvero risulta dell'ordine del 60% se si considera il periodo dal 1998 a fine 2011. Inoltre, è stata una delle poche stazioni che ha avuto un calo significativo di PM10 già a fine anni '90.
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