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La crisi dei consumi per bar e ristoranti: perso l’8% in 4 anni

La crisi dei consumi per bar e ristoranti: perso l’8% in 4 anni

Uno studio di Fiepet Confesercenti evidenzia il mutamento di abitudini confermato anche nel primo trimestre 2014

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La crisi colpisce anche, se non soprattutto, bar e ristoranti. Lo dimostra uno studio presentato da Fiepet- Confesercenti, secondo il quale dal 2010 ad oggi, anche sul nostro territorio, i consumi sono diminuiti dell'8,5% nei bar e del 7,9% nei ristoranti. Che tradotto significa bilanci con meno ricavi.

Nel primo trimestre dell'anno, nel modenese, si parla di ricavi a -1,4%. Proseguendo nella disamina dell'indagine si rileva come si riduca in modo sostanziale la spesa per la pausa pranzo (-3,5%), per l’aperitivo (-2,7%) che fino a non poco tempo fa rappresentava una concreta boccata d’ossigeno e perdano terreno persino cappuccino e cornetto mattutini (-3,3%), confermando che sempre di più si sceglie di fare la prima colazione tra le mura domestiche. Numeri che restano tali – o che differiscono appena sensibilmente - in ambito nazionale, in cui il volume degli affari scende a 15,1 miliardi di euro l’anno (-18%). I pubblici esercizi modenesi comunque continuano a rappresentare sempre più un luogo di incontro e di aggregazione per i giovani tra i 18 ed i 25 anni (46,6%) e per gli ultra sessantenni (38,9%), mentre per gli altri – poco meno del 15% - resta soprattutto un luogo in cui consumare.

«Anche i modenesi come il resto degli italiani – precisa Gianfranco Zinani presidente di Fiepet- Confesercenti Modena – continuano a stringere la cinghia per far quadrare il bilancio a fine mese. E lo fanno anche sacrificando qualche pranzo, cena o aperitivo e persino il rito della colazione la mattina al bar. Il nostro settore che fino ad oggi ha tenuto di fronte alla spending review familiare e che anzi funzionato da premio di consolazione per le tante altre rinunce, dalle vacanze all’abbigliamento, ai divertimenti, sta anch’esso saldando un conto decisamente salato alla lunga crisi economica che ha investito Paese e territorio. Per invertire la rotta e ridare ossigeno a tutti i settori, dal commercio, ai servizi, ai pubblici esercizi la via è quella del rilancio concreto dei consumi interni. E l’impegno da parte nostra a tal senso, per rimanere al circoscritto ambito di bar e ristoranti non manca: anzi, si rinnova costantemente ogni giorno. Cerchiamo e facciamo il possibile per fidelizzare la clientela attraverso la qualità, il rapporto qualità/prezzo e senza fare mai mancare estro e creatività. Uno sforzo a tutti gli effetti, dato il periodo di crisi che necessiterebbe, riteniamo, di sostegno e supporto adeguati, vista e considerata anche la strategicità del settore per l’economia del territorio».

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