Soldi ai partiti politici FI ha risparmiato e dona ai terremotati
Gesto di fine mandato: «Ci sono rimasti ben 34 mila euro Li versiamo alle popolazioni modenesi colpite dal sisma»
Dopo 20 anni in politica, Dante Mazzi consigliere provinciale lascia Forza Italia e ritorna un “semplice cittadino”. Ma lo fa staccando un assegno da 34mila euro destinato alla ricostruzione post terremoto. Soldi pubblici accumulati dal 2009 al 2014 come fondi destinati al gruppo consiliare del Pdl, e tutti «ben documentati» facendo riferimento alle indagini in corso della Finanza sui rimborsi spese. Mazzi si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe, come la questione del mancato consiglio di fine mandato: «Non è la prima volta che li prendo in castagna-dice ironico. Avevo chiesto a Demos Malavasi, presidente del consiglio provinciale, di tenere l'ultimo consiglio l'11 giugno. Ma non ha accettato la richiesta e ha fatto una scelta che non gli spettava e che non doveva fare. Per questo ho motivo ho presentato un esposto al Prefetto per segnalare il non rispetto di alcune norme, ma Malavasi gli ha risposto con la lettera che aveva scritto a noi. Un vero e proprio muro di gomma, un comportamento indecente. Non ci sono sanzioni e quindi non succederà niente. Avevamo tutto il diritto per chiedere la convocazione del consiglio». Dopo le ultime scintille sul mancato consiglio comunale, Mazzi apre il libro degli ultimi 5 anni in Provincia. A partire dai rimborsi spese. «In questi anni ho ridotto le spese facendo utilizzo di mail e documenti digitali. Poi per rendicontare meglio entrate e uscite, ho aperto anche un conto corrente e una partita Iva. Su questo sono tranquillo. Poi come gruppo abbiamo versato 34 mila per la ricostruzione post sisma. Non si può fare di tutta un'erba un fascio, e definire la politica in modo negativo perchè poi questo si traduce in risultati negativi come l'astensionismo», osserva Mazzi che guarda con sospetto alla Riforma delle Province: «I prossimi consiglieri saranno dei nominati della politica. E in un territorio come il nostro significa che dentro alla Provincia ci sarà una specie di governo monocolore, e molto difficilmente ci saranno voci critiche come le opposizioni». Mazzi prosegue sull'attività svolta: «Mi sono sempre battuto per la trasparenza e la chiarezza della bolletta di Hera, poi sono stato in prima linea per quanto riguarda la battaglia alle videoslot. Già 6 anni fa chiedevo anche come si sarebbe gestito il Museo Enzo Ferrari. Poi sono stato promotore di assemblee con i comitati sul post terremoto, ho lavorato al discorso delle cave, al piano di estrazione, ho affrontato la questione del termovalorizzatore e gestione dei rifiuti». Impegno anche per il nodo idraulico modenese: «Nel 2003 chiedevo la pulizia dei fiumi. Mi dicevano che era un'ovvietà...». Ci sono anche risultati postitivi, come «il lavoro con la maggioranza per il discorso terremoto», ma anche lati negativi: «Ho visto uno sperpero di denaro in tempi di vacche grasse. Soldi spesi per fare marketing o eventi autoreferenziali in Provincia, quando era meglio diminuire le spese». Infine il commiato alla politica. «Dopo 20 anni di attività in Forza Italia lascio la politica. Il partito non è più quello di una volta. Molte volte nessuno mi ha appoggiato, e oggi vedo molti personalismi. Si è chiuso un ciclo e ritorno felicemente nella società civile».
Marco Amendola
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