I punti basilari del programma lanciato dal nuovo presidente
Ecco alcuni dei punti più significativi su cui si basa il programma del presidente Valter Caiumi. «Il mio mandato - ha detto - durerà quattro anni. Mi piace pensare che il mio lavoro possa essere...
Ecco alcuni dei punti più significativi su cui si basa il programma del presidente Valter Caiumi. «Il mio mandato - ha detto - durerà quattro anni. Mi piace pensare che il mio lavoro possa essere realizzato pensando al dopo, a continuare naturalmente un cambiamento che io ho iniziato ma che possa durare nel tempo. La prima fase è l’identificazione del vissuto delle nostre imprese. Negli ultimi vent’anni siamo scivolati sul pericoloso piano inclinato della deindustrializzazione. E abbiamo perso per strada un numero troppo elevato di aziende e di posti di lavoro. Anche il nostro territorio, che pure mette a segno risultati migliori rispetto all’andamento nazionale, risente di questa condizione generale».
«Siamo da sempre - ha continuato Caiumi - una provincia a tasso manifatturiero molto elevato: realizziamo quasi il 3% delle esportazioni nazionali e oltre il 20% di quelle della nostra regione. E sui mercati stranieri abbiamo addirittura migliorato le nostre performance del 2,5% rispetto all’anno scorso. Tutto bene dunque? Non è così. La nostra capacità produttiva si è affievolita: è vero, ci siamo allontanati dal -21,4% del 2009, record storico in negativo, ma continuiamo tuttora a registrare il segno meno. Ora dovremo innovare il sistema di rappresentanza delle imprese; la fusione delle Confindustrie di Modena, Reggio e Bologna è un traguardo non più rinviabile. Ma creare un’unica associazione non significa perdere il contatto con i propri territori. Dedicheremo la massima attenzione alla proiezione internazionale del nostro sistema produttivo. Le nostre aziende sono troppo piccole per affrontare la complessità dei mercati stranieri. Dobbiamo aiutarle ad aggregarsi, a unire le forze. Penso per esempio alle reti d’impresa, anche in forma virtuale».
«Riguardo le infrastrutture, cito il polo intermodale di Marzaglia. Una infrastruttura indispensabile per le nostre imprese: il ritardo accumulato è inqualificabile. Il processo di miglioramento che stiamo per intraprendere investe anche le istituzioni. Con le quali troveremo modalità di dialogo nuove e più costruttive. Perché anche per le istituzioni è giunto il momento di fare più “rete”. Fra di loro e con noi».
«Sulle relazioni industriali - ha detto ancora Caiumi - si parla della crisi dei corpi intermedi e della loro necessità di rinnovamento. Confindustria ha già intrapreso questa strada. Mi auguro che anche le rappresentanze sindacali possano fare altrettanto. Va completata la riforma della contrattazione; occorre ripensare con coraggio il modello del contratto a tempo indeterminato; va rivisto in profondità il tema degli ammortizzatori sociali».
«Lasciatemi immaginare che tipo di associazione vorrei consegnare a chi verrà dopo di me. Un’associazione più proiettata sui bisogni reali delle imprese, ma anche più presente sul territorio. Un’associazione più forte e più coesa. Mi auguro per questo di poterci al più presto chiamare Confindustria Emilia».
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