Ripetitore della discordia nel parco di Rami
Ravarino. Mille firme dei cittadini: pericoloso anche per i bimbi che giocano. Ma il sindaco lo difende
RAVARINO. I cittadino di Rami in ebollizione per l’antenna Wind che è stata installata nel parco di via Donizetti. «Abbiamo raccolto mille firme, ma non è valso a niente», sottolinea una rappresentante del comitato creato per opporsi alla decisione.
«Tutto secondo le regole», replica il sindaco, Maurizia Rebecchi.
La vicenda nasce quando la compagnia telefonica decide d’installare una nuova apparecchiatura sul territorio. Dapprima era stato scelto un terreno privato, poi è intervenuto il Comune. «Esiste una delibera dell’Unione dei Comuni del Sorbara - spiega il sindaco, allora assessore alla Pubblica Istruzione - che permette di scegliere preferenzialmente un’area pubblica laddove esistente. Abbiamo individuato quell’area, comunicandola alla cittadinanza. C’è stata una riunione alla quale sono state invitate oltre sessanta famiglie: sono state presenti circa venti persone. C’erano i tecnici della Wind e il personale dell’Arpa, che ha certificato come l’antenna rispetti tutti i parametri».
«Ci hanno interpellato e abbiamo lottato - replica l’esponente dal comitato - abbiamo raccolto mille firme, ma loro hanno avuto la meglio e hanno dato il consenso. Ci avevano dato rassicurazioni: da un punto di vista estetico è molto brutto, è un campetto adibito ai giochi dei bimbi. Per loro è un fattore di rischio. I ragazzi ci giocano tutti i giorni, sabato scorso un ragazzo si è arrampicato a metà palo: adesso l’hanno recintato con una rete di un metro e mezzo».
«Lo spazio era recintato anche prima - controreplica la Rebecchi - il bambino deve avere scavalcato. In ogni caso già il giorno dopo i tecnici della Wind sono intervenuti ancora. Sicuramente c’è la questione dell’estetica, ma non esistono problemi per la sicurezza. Viene garantito il diritto di gioco: è stata utilizzata un’area di cinquanta metri in uno spazio molto più ampio».
«C’erano già altri ripetitori - puntualizzano dal comitato - non necessitavamo di quest’altro intervento. È adiacente alle case che così perdono ancor di più valore. Si poteva fare in aperta campagna, così i soldi sarebbero andati al proprietario del terreno e non al Comune».
«Con questa scelta - così il sindaco - possono entrare risorse nelle casse pubbliche che possono essere investite a favore della collettività. Abbiamo installato con la precedente amministrazione, di cui ho fatto parte: non mi sottraggo dalle responsabilità».
«Sappiamo di altri casi in cui lottare non ha portato a nulla - hanno concluso dal comitato - ma il nostro impegno andrà avanti. Già a Ravarino ci sono tre ripetitori, la nostra non è una causa persa».
Gabriele Farina
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