Tangenti al Policlinico/Cencetti: «Io ho la coscienza a posto» - VIDEO
L’ex direttore generale del Policlinico è apparso teso e stanco e si è avvalso della facoltà di non rispondere: «Piena fiducia»
«Mi sono avvalso della facoltà di non rispondere perché la legge lo prevede. Non posso dire altro. Io rispondo alla mia coscienza che è tranquilla, serena, poi la giustizia farà il suo corso e ho piena fiducia». L'ex direttore generale del Policlinico di Modena Stefano Cencetti ha il suo look tradizionale: camicia chiara, giacca blu e mocassino. Ma non nasconde una forte tensione nel volto, una certa stanchezza nell’espressione e pure nel passo. È “apparso” ieri mattina” verso le 8.45 in corso Canalgrande, nel tratto che porta ai giardini pubblici, scendendo dall’auto assieme al suo avvocato Djurdjica Oreskovic che aveva i capelli raccolti in una lunga coda bionda. Silenzio nella “passerella” d’andata, le poche frasi all’uscita, un’ora dopo, verso le 10, dal portone della Procura.
«Dobbiamo ancora esaminare con cura tutto il materiale fornitoci dalla Procura - spiega l’avvocato Oreskovic - e anche tutto quello relativo all’inchiesta, parecchi faldoni. È prematuro rilasciare dichiarazioni. Stiamo valutando per un eventuale richiesta di dissequestro».
Un’ora dopo è toccato a Mauro Amadei, il reggiano a capo di Multiline e tesoriere della onlus Hmf presieduta da Cencetti. «Il mio cliente - spiega l’avvocato Stefano Ferri - si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stiamo disponendo la richiesta di riesame relativamente al provvedimento di sequestro e stiamo preparando una memoria documentale, scritta ed accurata, per sostenere la sua completa estraneità dai fatti». Tangenti al Policlinico: sono ieri iniziati gli interrogatori da parte del pm Mazzei relativi all’inchiesta che vede 63 indagati - tra professionisti, dirigenti pubblici e manager di aziende - per una serie di reati che ruotano attorno a un’ipotesi di corruzione a tutto campo su opere e appalti al Policlinico e che ha portato al sequestro preventivo di beni per un milione e mezzo di euro. Corruzione, turbativa di pubbliche gare, riciclaggio e altri reati durante la gestione dell'ospedale dell’ex dg Stefano Cencetti, tra il 2007 e il 2012. La Procura sta cercando di ricostruire i complessi intrecci intorno a un'ipotesi corruttiva di tangenti che ha due fasi. La prima fase legata all'assegnazione di appalti. Il cosiddetto Appaltone (il Global Service), un contratto di otto anni da 130 milioni di euro, con sconto iniziale del 5%, che riguarda tutti i servizi principali per il Policlinico e che vede tra i suoi vincitori Ccc, e Coopservice) e soprattutto gli appalti in deroga all'Appaltone che riguardavano con procedure negoziate anche progetti in grande stile come quello legato alla cosiddetta “buca”, il cratere scavato da Cmb per conto di Ccc per costruire in futuro una palazzina per ospitare i degenti dei reparti in ristrutturazione e in seguito per ospitare laboratori (3 milioni e 100mila euro), rimasto solo come un grande foro dietro il bar interno all'ospedale. Poi c'è la Biobanca, opera da 700mila euro. C'è la “penna digitale”, complesso sistema di monitoraggio sincronizzato per le sale operatorie. C'è il sistema di monitoraggio dell'aria nelle sale operatorie di Ostetricia. E tanti altri appalti. Tutti questi appalti e convenzioni, secondo i sospetti della Procura, fruttavano tangenti che venivano convogliate in direzione di Cencetti attraverso un complesso sistema di giri di denaro. Infatti tra gli indagati c'è anche l'ex deputato Pd aretino Vasco Giannotti a capo della associazione Gutenberg di Arezzo. E Mauro Amadei, reggiano a capo di Multiline e tesoriere della Hmf presieduta da Cencetti. Il denaro secondo l’accusa sarebbe arrivato attraverso triangolazioni, non facili da ricostruire, alla onlus Hmf.
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