La poesia ha trovato casa in quel di Colombaro
Alla Trattoria Stefani è nata una sala dove si potranno ascoltare versi, vedere opere e mangiar bene
FORMIGINE. La poesia ha trovato casa. Ad accoglierla è la storica Trattoria Stefani di Colombaro, diretta da Primo e dal fratello Marcello che è lo chef. Uno chef non di piatti elaborati, di "nouvelle cuisine", ma di "ancienne" cucina fatta di fritelle di baccalà, calzagatti, tortellini, gnocco e tigelle della cucina tipica modenese. Di fronte a queste specialità non resistono nemmeno i poeti. E in trattoria "Al Budgàtt" si sono più volte ritrovati Roberto Alperoli (assessore alla cultura uscente che forse sarà riconfermato, perché non gli manca la parola e riesce a fare discorsi di senso compiuto), Alberto Bertoni e Emilio Rentocchini, autori di "Recordare" (Incontri Editrice), quel volumetto di liriche dense di memorie per la perdita di persone care, presentato a Spilamberto due anni fa in occasione di PoesiaFestival e in altre località del modenese. L'intervista di Giovanni Botti ai tre pubblicata sul settimanale "Vivo" e letta da Marcello ha scatenato nello chef il progetto di fare della trattoria un luogo di poesia. E l'idea è cresciuta con i "tre moschettieri" modenesi della parola lirica a tavola in quella saletta che ora si chiama "Saletta della poesia". Un luogo dove fanno bella mostra i versi di componimenti del libro che Alperoli, Bertoni e Rentocchini hanno riscritto (le loro mani immortalate dalla fotografa Marzia Lodi, di Novi) su fogli per incisioni, reperiti presso il Laboratorio di Arte Grafica di Modena, di Roberto Gatti. Fogli sistemati sulle pareti che convivono, trovando una complicità tra loro, con opere degli artisti Franco Guerzoni, Andrea Capucci, Andrea Chiesi e Wainer Vaccari che avevano già collaborato all'"illustrazione" del libro. Esposta anche la prefazione e un testo poetico di Marco Santagata. Campeggiano sui muri, con le caricurature dei tre ad opera di Vaccari, le figure di Pascoli e dell'irlandese Seamus Heaney, premio Nobel della letteratura, che amavano la buona cucina. Su due ripiani troveranno posto pubblicazioni varie, da consultare durante i pasti. "Ci saranno - dice Bertoni - anche libri da "asporto". Ma senza esagerare".
Un ambiente da scoprire, anche se è noto a molti. Poco importa se pare un po' lontano da Modena. «La poesia - sostiene Alperoli - è "periferica". Non si esalta. Anche se occorre dire che ci troviamo nei pressi dei paesi di Terre dei Castelli che da 10 anni organizzano il festival della poesia, nato con il proposito di contaminare i luoghi e di espandere la poesia che trova un rapporto diretto con la pittura. Un'operazione esemplare, da seguire». «E' un posto unico, raro - evidenzia Rentocchini - per fare qualcosa di interessante, iniziative di un certo rilievo. Qui abbiamo raccolto diverse e importanti energie creative, partendo da una bella iniziativa dei gestori del locale». Per Bertoni la trattoria acquista valore anche affettivo, motivo sentimentale. «Ci venivo con i miei, spesso con mio padre di cui parlo nel libro. Ci vengo ora con gli amici. E' il mio ristorante preferito. Mi fa piacere che ci sia una saletta riservata alla lettura di poesie, magari una per iniziare o terminare una cena».
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