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Mak Pi 100, omaggio alle forze in Africa - VIDEO - FOTO

di Saverio Cioce
Mak Pi 100, omaggio alle forze in Africa - VIDEO  - FOTO

In un libro i venti anni di missioni, saluti via web a Tripoli e Mogadiscio. Passaggio della stecca dei cadetti del 194° corso

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Sarà un Mak Pi 100 da ricordare negli annali quello di ieri, non solo per la concentrazione di generali ed ex comandanti dell’Accademia che sono tornati a Modena per l’occasione.

La celebrazione degli ultimi cento giorni di corso prima della stelletta da sottotenente è stata anche l’occasione per presentare il libro “Missione Africa” che racconta con immagini, numeri e una prosa asciutta i venti anni del nostro impegno militare nel continente. Sempre in missioni internazionali o con mandato dell’Onu, i nostri militari a partire dal 2002 hanno portato il tricolore in mezzo a fazioni in lotta e guerre civili riuscendo a far tacere le armi, a curare i civili feriti, a restituire una dignità minima alle istituzioni locali. «È stata la via italiana al peace keeping - ha ricordato il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore dell’esercito, ideatore del libro e nel 1992 comandante del battaglione Susa schierato in Mozambico - Ci sono capacità specifiche che ci sono riconosciute dalla comunità internazionale; siamo capaci di avere accordi e collaborazione con la popolazione locale perchè non abbiamo nulla dell’esercito d’occupazione».

Normale quindi che oggi il numero uno della struttura militare ricordi l’esordio in grande stile delle spedizioni tricolori con elicotteri, carri armati e soldati. Ed è altrettanto normale che l’altro sostenitore dell’iniziativa editoriale sia stato il generale Bruno Loi, oggi in pensione, che guidò la spedizione in Somalia. A loro modo furono due pionieri visto che prima di loro l’unica missione internazionale era stata nel 1982 in Libano: anche in quel caso il responsabile della logistica, Nino Brugnola, fu poi comandante in Accademia a Modena. Destini intrecciati che si riuniscono con i saluti via web con i comandanti dei contingenti a Mogadiscio e Tripoli. «In Africa si giocano molte delle sorti dell’Italia e dell’Europa - ha aggiunto dal canto suo il prof. Aldo Pigoli, specialista di politica afrocana alla Cattolica di Milano - Entro il 2050 la popolazione passerà dal miliardi di persone di oggi a due miliardi: già oggi il 40% di loro vive con meno di un euro al giorno e un’altro 30% vive con una cifra vicina a un euro e mezzo. Con questa realtà dovremo fare i conti visto che siamo la porta d’Europa per i profughi». Il generale Graziano ha pure dato la cifra finale dei militari italiani impiegati in questi anni all’estero: 125 mila in tutto, un esercito.

Un discorso di ampio respiro anche quello del generale Tota, comandante dell’Accademia, agli allievi del 194° corso Coraggio che tra poco entreranno nel vivo della carriera sotto le stellette. Lasceranno Modena, la casa madre dei loro esordi tra libri, addestramento e armi, per arrivare tra due anni a guidare le loro unità, anche all’estero.

Nella caserma Montecuccoli, nel grande cortile alle spalle dell’ex Palazzo Ducale, i cadetti sono rimasti schierati per quasi due ore per tributare il loro omaggio a una tradizione dalle origini goliardiche. La consegna, oggi solo simbolica, della “stecca” è anche un passaggio di generazione. Se nei tempi antichi era il simbolo della disciplina perchè rappresentava, lunga come una mano, la protezione dei bottoni durante la lucidatura, oggi è l’addio alla Ghirlandina e a una vita fatta più di studi che di incarichi gravosi. E dire che i prossimi sottotenenti a Modena hanno fatto la loro parte, impegnati nella prima linea del dopo terremoto e nell’alluvione di quest’anno.

Con un’ultima colletta interna lasceranno tra l’altro quindicimila euro per ricostruire a Medolla una scuola per bimbi.

L’impegno quotidiano come scuola per le difficoltà, la capacità di ascoltare e quella di prendere decisioni, l’amarezza di scelte difficili e il coraggio di quelle che sembrano impossibili: questo il messaggio di Tota ai cadetti, e di pari passo anche quello del generale Graziano, che è stato accompagnato dagli applausi dei familiari dei cadetti. Al termine della cerimonia le premiazioni dei più meritevoli del 193° e pazienza se una decina di allievi hanno dovuto essere soccorsi per il caldo torrido. Il pensiero correva già al ballo di questa sera per la grande festa finale.

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