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Murolo assolto in appello «Nessuna truffa a Carife»

Murolo assolto in appello «Nessuna truffa a Carife»

L’ex direttore della Cassa di Risparmio di Mirandola condannato in primo grado e riabilitato a Milano: «Dimostrata la mia correttezza, ora chiederò i danni»

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MIRANDOLA. Tutti assolti perchè «il fatto non sussiste». E il verdetto è ribaltato anche per l'ex direttore di Carife di Ferrara, Gennaro Murolo, mirandolese adottivo e conosciutissimo, specie nella veste di ex dg della Cassa di Risparmio di Mirandola.

Murolo è stato riabilitato l’altro giorno dalla Corte d'Appello di Milano. Un anno fa in primo grado i fratelli Aldo e Giorgio Magnoni di Sopaf erano stati condannati a quattro anni; per altri cinque imputati le pene andavano dai due anni e mezzo fino ai quattro anni e mezzo per una presunta truffa ai danni della Carife. La sentenza di assoluzione riguarda anche Murolo, gli imprenditori campani Dante e Luigi Siano, Mirko Leo e Sandro Bordigoni, della società immobiliare Navir. Il pm milanese Ruta aveva chiesto condanne dai due anni e mezzo ai 4 anni di carcere. I giudici di Milano, che depositeranno le loro motivazioni entro 90 giorni, hanno anche revocato la provvisionale di 25 milioni di euro non ancora eseguita a carico anche di Murolo, disposta dal Tribunale a favore della Cassa di risparmio di Ferrara. Al centro del processo c'era una presunta truffa, portata avanti dal 2006 fino al 2008, attraverso le operazioni immobiliari denominate Milano Santa Monica e MiLuce finanziate dall'istituto di credito ferrarese e dalla sua controllata Sgr Vegagest.

«L'esito era prevedibile, anche perchè non c'era alcun indizio», ha commentato l'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Giorgio Magnoni. Sulla stessa linea Filippo Cesaris, avvocato di Aldo Magnoni: «Viene smontato un castello di carta costruito sulla base di affermazioni false e surrettizie».

«Sono davvero soddisfatto, anche se non avevo perso la serenità nemmeno dopo la condanna in primo grado. Ringrazio quanti mi hanno sempre manifestato il loro appoggio».

Così l'ex direttore della Cassa ferrarese che anche al processo d'appello non si è perso un'udienza. «Ma non c'era bisogno di approfondire, al di là delle caratteristiche specifiche del processo d'Appello: non ho mai avuto dubbi sulla estraneità di Murolo e sono davvero contento che sia emerso in tribunale» è il commento del legale Andrea Schietti.

«Non c'è stata truffa, e quindi l'assoluzione ha riguardato tutti, perché è venuto fuori che io non avevo nascosto informazioni riguardanti i crediti in questione al Cda, e quindi è mancata la chiave di volta del presunto raggiro - ha spiegato Murolo L’assoluzione mi crea spazi infiniti per richieste di danni».

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