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Terreni, lite in Consiglio

Terreni, lite in Consiglio

Castelvetro. Accuse di conflitto d’interessi al neo sindaco che replica: «Assurdo»

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CASTELVETRO. Il primo consiglio comunale di un Comune appena uscito dalle amministrative è solitamente un pro forma: il giuramento del sindaco, la presentazione della giunta e altre formalità. Un copione già scritto, ma non a Castelvetro dove invece si sono scaldati gli animi. Alla presentazione della nuova giunta del neosindaco Fabio Franceschini, il M5s denuncia «il conflitto d'interessi tra il sindaco e la delega all'Urbanistica che si è riservato». «Non abbiamo ancora un Psc - ribadisce Filippo Gianaroli, capogruppo dei 5 Stelle - perché la Provincia contesta le troppe abitazioni che si vogliono fare a Castelvetro. Di queste una parte è prevista su terreni di proprietà del sindaco; questa proprietà è legittima, ma riteniamo sia un conflitto d'interessi con la sua carica». Il riferimento è alle abitazioni previste come compensazione del trasferimento di cubature dell'ex Flaviker; una parte di queste da realizzarsi su terreni di proprietà appunto del sindaco. Immediata la replica di Franceschini: «Il conflitto d'interessi lo vedete solo voi» e poi precisa che «quei terreni sono stati resi edificabili 10 anni fa dall'allora sindaco Maleti e che lì si possa costruire lo sanno anche i sassi. Da quegli accordi del 2004 non ho tratto vantaggio, anzi ho cercato di svenderla senza successo e l'unico risultato è che da 10 anni ci ho pagato Ici e Imu poi. Se i 5 Stelle sono interessati a quella terra gliela vendo. Non c'è conflitto d'interessi: i diritti edificatori sono stati assegnati a suo tempo ed è impossibile assegnarne altri; non è possibile rendere una terra ancora più edificabile». Scintille pure sull'elezione di Mauro Maestri come presidente del consiglio comunale, una figura destinata a scomparire a Castelvetro, per risparmiare fondi da destinare alla scuola. Cristiana Nocetti (FI) parla di «maleducazione amministrativa: il Pd è andato avanti per conto proprio eleggendo il presidente a suon di maggioranza, quando 5 anni fa avevamo concertato 2 nomi. Inoltre era stato detto che sarebbe stato abolito, intanto però è stato scelto». «L'elezione del presidente del consiglio - replica Franceschini - è una questione di forma. Per toglierlo dobbiamo passare per la modifica dello statuto comunale, fino ad allora è obbligatorio, inoltre non percepirà nessun compenso».

Andrea Minghelli

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