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Mak Pi, la notte magica delle “deb” FOTO/1 - FOTO/2 - FOTO/3 - VIDEO

Mak Pi, la notte magica delle “deb” FOTO/1 - FOTO/2 - FOTO/3 - VIDEO

Ma il Gran ballo nel cortile d’onore dell’Accademia è disturbato dalla pioggia

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Tatuaggi, capelli corti e abbronzatura. Non ci sono più le debuttanti di una volta. E invece sì, perché non appena chiedi come sia il loro stato d'animo rispondono in coro: «Emozionatissime». I tempi cambiano, ma l'abito bianco, il Palazzo Ducale e la divisa restano sempre capisaldi dell'appeal sulle giovani ragazze. Tutte hanno la voce squillante, gli occhi lucidi e non riescono a tenere ferme le mani.

Arrivano da tutta Italia, sono studentesse e quest'anno in tante hanno conosciuto alle prove il cadetto con il quale hanno ballato e sancito così il proprio debutto in società. L'abito che hanno indossato era rigorosamente bianco con alcune varianti.

Le “deb” potevano scegliere tra tre modelli, tutti senza spalline, con lo scollo a cuore, il corpetto liscio o drappeggiato, con decorazioni di perle e strass o “puliti”. E poi la romantica gonna ampia composta da impalpabili strati di tulle, che ha dato a tutte l'impressione di volare sul palco, tenendosi ben strette al braccio del proprio cavaliere. Elettrizzate anche le mamme, anzi soprattutto le mamme, alcune in una sorta di “transfer” hanno vissuto attraverso le figlie, un sogno che cullavano da ragazze.

A guastare la festa però ci ha pensato il maltempo. Una pioggia violenta che ha scombussolato il cerimoniale e indotto a prolungare la cena, in attesa del gran ballo presentato da Rossella Brescia, elegantissima anche lei in lungo e capelli raccolti. Sotto il porticato allestito alla perfezione con tavoli rotondi apparecchiati con tovaglie di fiandra e raso damascato di colori differenti gli uomini hanno pazientato con l'abito scuro d’obbligo, come quello lungo per le signore che hanno prediletto, oltre al classico nero, il seducente rosso, il verde smeraldo e il rosa cipria.

Tutti pronti per sostituire con note del valzer e della quadriglia la voce di Frank Sinatra che ha accompagnato gli ospiti del generale Tota dal loro ingresso in Accademia per i saluti e l'aperitivo fino alla fine della cena. E tutti in attesa di vedere, a mezzanotte, l’Italia sui maxi schermi.

Maria Vittoria Melchioni

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