Pressing Pd su banche e Cdp Galavotti: «I soldi sono finiti»
«Nell’attesa che anche il Senato si pronunci sulla questione, auspichiamo che Abi e Cassa depositi e prestiti dichiarino formalmente che, in questi giorni, non solleciteranno i mutuatari al pagamento...
«Nell’attesa che anche il Senato si pronunci sulla questione, auspichiamo che Abi e Cassa depositi e prestiti dichiarino formalmente che, in questi giorni, non solleciteranno i mutuatari al pagamento della prima rata e, anzi, si impegnano a rendere conosciuta la doppia opzione che viene ora introdotta dall’accoglimento del nostro emendamento». I deputati del Pd, Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni, tirano così per la giacchetta Abi e Cdp, chiedendo un segnale chiaro sul tema del pagamento delle rate dei mutui per pagare le tasse nella zona terremotata.
Con l’emendamento Pd si permette agli imprenditori, a cui le banche avevano inviato lettere di sollecito per discutere la nuova rateizzazione, potranno tornare a pagare già dal 30 giugno, magari con rate più leggere oppure rinviare la prima scadenza a giugno 2015, ottenendo quindi un anno in più di respiro. Che poi Abi abbia già evidenziato come la proroga possa essere di soli sei mesi non è proprio un dettaglio, ma almeno permetterà al Senato di trasformare in legge un provvedimento nato male e troppo interpretabile.
«Un lavoro preziosissimo quello svolto dai parlamentari modenesi: il rinvio di un anno del pagamento della prima rata del finanziamento di imposte e contributi è una boccata di ossigeno per le imprese terremotate, ormai allo stremo, dopo aver finanziato quasi esclusivamente con proprie risorse il ripristino dell’attività. Abbiamo guadagnato un anno - dice Cesare Galavotti, presidente della Cna Area Nord - Dispiace il parere negativo sull’istituzione delle zone franche urbane. Perché parla di anno guadagnato? Perché il Parlamento avrà ora 12 mesi per accogliere le richieste che abbiamo presentato, richieste di nove associazioni avvalate da ben 19 sindaci. Deve essere chiaro che le aziende non hanno le risorse per pagare le imposte, né le avranno nel 2015, visto i ritardi nell’erogazione dei contributi.Solo un’azienda su cinque, di quelle la cui richiesta di rimborso ha passato l’esame delle Regione, ha potuto incassare gli indennizzi».
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