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Una foto una storia/ L’ingegnere con l’arte del rifiuto

di Laura Solieri
Una foto una storia/ L’ingegnere con l’arte del rifiuto

Valentina assembla e trasforma oggetti e materiali di scarto per realizzare creazioni originali

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Sperimentare nuovi modi per utilizzare il “rifiutato” di tutti i giorni seguendo una politica molto semplice: comprare il meno possibile e produrre oggetti utili per la vita quotidiana come borse, portafogli, astucci, quaderni in cui poter inserire fogli di recupero.

Questa è la filosofia di vita di Valentina Di Talia, 28 anni, di Castelfranco che ha fatto del riciclo creativo un vero e proprio stile di vita. Laureata in Ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio, Valentina sta studiando per conseguire la laurea specialistica e lavora a progetto per uno studio di ingegneria. Ci racconta che la sua famiglia è un allegro incontro di diverse provenienze: «Mia madre viene dal Cile e mio padre da un piccolo e verde paese nella provincia di Avellino - racconta Valentina sfogliando il suo album dei ricordi e svelandoci che da sempre il ballo è una delle sue passioni più grandi - La musica mi rende felice e mi libera dalle pesantezze del mondo. Da alcuni anni sto prendendo lezioni di tango, che mi ricorda di quando, da bambina, lo ballavo nelle feste di paese con la nonna Eliana. Fin da piccola - prosegue Valentina - ho sempre amato “lavorare con le mani” e collezionare oggetti di ogni tipo. Il pienissimo garage di mio padre e la casa di mia nonna erano i miei territori di esplorazione preferiti». La lunga collaborazione con l'associazione calabrese “Aspromonte Liberamente” nella preparazione di campi di lavoro internazionali aventi come scopo la sensibilizzazione ai temi dell'ambiente e della legalità, ha fatto capire a Valentina che nella vita si sarebbe occupata di ambiente. «Grazie all'educazione che ho ricevuto - spiega la studentessa - ho imparato molto presto che gettare un materiale, anche se di scarto, è uno spreco sia in termini di materia prima che di energia. Così per anni ho accumulato materiali di ogni tipo con la speranza di riuscire un giorno a dare loro la forma che al momento potevo vedere soltanto nella mia immaginazione». La macchina da cucire ricevuta in regalo per la laurea segna l'inizio dell'avventura creativa della nostra Valentina. «Le idee che mi svolazzavano in testa hanno cominciato lentamente a prendere forma grazie a Yuguita, la mia macchina da cucire made in Yugoslavia. Con essa riesco ad assemblare i materiali più impensabili evitando completamente l'utilizzo di colle. Il mio sogno è di aprire un giorno un piccolo laboratorio in cui le persone possano venire con il loro “scarto” e con le loro idee di “trasformazione” e dove insieme possiamo riportare il rifiuto a nuova vita». Per Valentina, la possibilità di lavorare i materiali di scarto e portarli ad una nuova forma ha cambiato il modo di vivere e di concepire la materia. «Se prima sentivo soltanto il fascino romantico del bazar, ora si è radicata in me la consapevolezza del grande valore che ogni singolo oggetto ha. I materiali che preferisco in assoluto sono le buste di caffè, le quali regalano una volta cucite insieme alla stoffa una consistenza del tutto speciale al prodotto che si realizza. Poi ci sono gli ombrelli rotti: ho un piccolo “cimitero degli ombrelli”, ognuno con la sua anima e con la sua storia, dove ciascuno di loro attende con pazienza di essere trasformato in una borsa o di diventare una fodera impermeabile di qualche improbabile creazione! Sono molto felice che a Modena, come tra l'altro in tutta la sua provincia, si stia consolidando in maniera evidente una forte sensibilità ai temi dell'ambiente - conclude Valentina - Per esempio è un segnale forte il fatto che la partecipazione della cittadinanza alla raccolta differenziata sia sempre più consistente anche dove non è vincolata al sistema porta a porta. Inoltre nelle scuole vengono proposti oramai da tempo percorsi di educazione ambientale e laboratori di riciclo creativo per i bambini che inevitabilmente trasmettono alle loro famiglie ciò che hanno appreso».

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