Parrocchia di S. Antonio: un futuro da chiarire
Si concludono i lavori di ristrutturazione ma la Curia ora dovrebbe decidere l’accorpamento a San Giorgio: dubbi sul punto di aggregazione dei giovani
La settimana prossima i lavori previsti alla “San”, parrocchia di Sant'Antonio, ex Ricreatorio San Francesco, dovrebbero concludersi, almeno per la prima fase. Si tratta della parte dei lavori riguardante l'abbattimento del muro di cinta pericolante e la realizzazione di un muro nuovo. Per il futuro dello spazio precedentemente occupato dal campo da calcio invece, si vedrà con la nuova organizzazione decisa dalla Curia. Sembra ormai certo infatti che Sant'Antonio non sarà più parrocchia; e che non lo sarà più neanche San Giovanni Neumann nel parco. Entrambe diventeranno unità pastorali facenti capo a San Giorgio, la parrocchia principale nel centro storico. Don Alcide Mariotti, che a questo punto sarà probabilmente l'ultimo parroco di Sant'Antonio, lascerà a breve per spostarsi a Castelnovo Monti. Alla “San”, che a questo punto torna praticamente alle origini (è parrocchia infatti dagli anni Ottanta, mentre prima come Ricreatorio San Francesco faceva capo a San Giorgio) verranno un sacerdote giovane, un accolito e un seminarista. Alcune delle principali attività, per esempio comunioni e confessioni, dovrebbero spostarsi a San Giorgio e dovrebbe calare il numero delle messe. Le motivazioni che hanno portato le autorità religiose a questo tipo di decisione risiedono principalmente nella carenza di vocazioni e di religiosi disponibili. Come era già accaduto per i frati, che a causa del numero sempre più esiguo e dell'età sempre più avanzata, erano stati costretti ad abbandonare Sant'Antonio, così accade adesso anche per i sacerdoti. Una grande parrocchia con due unità pastorali distaccate consente di razionalizzare risorse umane ed economiche un po' meglio. Resta a questo punto l'incognita su cosa sarà della “San” come punto di aggregazione di giovani e famiglie: l'idea del parroco attuale e del suo consiglio pastorale era di realizzare laddove finora c'era il campo da calcio, uno spazio per il beach volley e uno per il calcio a 7, e un'area verde con giochi per i bambini. Progetto che al momento resta in stand by in attesa delle decisioni del futuro parroco. Verranno solo ultimati i lavori di recinzione, con il montaggio delle cancellate, tagliata l'erba e poi si resterà in attesa delle decisioni, una volta stabilito il nuovo ordinamento delle parrocchie e unità pastorali. Nella zona ci sarebbe ancora bisogno di un punto di aggregazione come quello rappresentato per decenni dal Ricreatorio. Se la guardiamo oggi, la parrocchia che meno di dieci anni fa era una delle più affollate di Sassuolo, è rimasta senza bar, cinema, campo da calcio, ha perso sia la società sportiva che il gruppo scout ed è in predicato di perdere anche la succursale scolastica ospitata in alcuni locali. Una iniziativa è necessaria per provare a restituire visibilità, frequenza e interesse a questo luogo che ha rappresentato comunque un punto di riferimento per intere generazioni. Nei mesi scorsi parecchi candidati sindaci, da Claudio Pistoni a Giorgio Barbieri, hanno manifestato il loro interesse per il destino della “San”. Ora molti si aspettano che a quelle parole venga dato seguito.
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