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Scuola, meno classi per il tempo pieno Ora raccolta firme

di Davide Berti
Scuola, meno classi per il tempo pieno Ora raccolta firme

L’ex assessore Querzè, oggi dirigente del terzo circolo: «Basterebbe razionalizzare diversamente le ore concesse»

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Finiscono le scuole e il problema si ripete, puntuale ogni anno: all’avvio della prossima stagione scolastica, da settembre, in tutta la provincia mancheranno diverse classi di tempo pieno. Almeno due a Modena, altre sparse nei comuni tra cui Campogalliano, Fiorano, Spilamberto, Vignola, Finale. Un allarme generalizzato che nelle ultime ore è stato preso in mano da Adriana Querzè. Ex assessore all’istruzione, appena rientrata al lavoro nel suo posto di dirigente scolastico, ha subito dovuto affrontare questa emergenza e se ne è fatta carico, tanto che nelle prossime ore partirà una raccolta di firme destinata all’ufficio scolastico regionale di Bologna. In sintesi è successa una cosa molto semplice: sono cresciuti i numeri dei bambini nelle scuole elementari, contestualmente sono cresciute le richieste per il tempo pieno e invece l’aggiudicazione delle cattedre fa sì che le ore per il tempo pieno siano decisamente inferiori alle attese. Risultato? Si deve tagliare, e alcune scuole non avranno il numero di classi a tempo pieno richieste, preventivate ma è anche il caso di dire necessarie.

A Modena il problema riguarda il terzo circolo (Giovanni XXIII, scuole di Villanova e Cittanova) e il sesto circolo (De Amicis, Cittadella e Pascoli): ad entrambe mancherà una classe rispetto alle richieste.

Per la Querzè un rientro non proprio esaltante: «È stata subito una brutta sorpresa. Al terzo circolo di Modena sono state chieste, per il prossimo anno scolastico, sette classi a tempo pieno e sono state assegnate sei classi a tempo pieno e una a tempo normale. Quindi 165 famiglie hanno scelto scuole che da sempre funzionano a tempo pieno e qualcuno ha già deciso che 25 di loro avranno scuola solo al mattino. Da quasi dieci anni (e non c'è cambio di governo che tenga) il tempo pieno viene “eroso” in questo modo: di anno in anno, a scuole chiuse, rubando un posto alla volta ai genitori che lo richiedono. Ci attiveremo perché questo non accada: la legge garantisce ai genitori la libertà di scegliere tra una scuola a 27, 30 o 40 ore. Il resto sono tagli».

Da oggi partirà, appunto, una raccolta di firme che porterà all’attenzione degli organi competenti una situazione difficile da risolvere se non con buon senso e soprattutto con una razionalizzazione che non può riguardare gli alunni: «A Modena - spiega la Querzè - da almeno vent’anni, e forse anche qualcuno in più, abbiamo dato vita a razionalizzazioni che andassero nella direzione di unire le forze e dell’equilibrio. Se così avvenisse anche altrove - i conteggi che penalizzano i nostri comuni riguardano l’intera provincia di Modena e di Bologna - ci potrebbe essere una ridistribuzione più equa delle forze a disposizione, senza il bisogno di dover negare un servizio alle famiglie che ne fanno richiesta. Non si mette in discussione la capacità di investimento, non si chiedono più soldi, semplicemente una diversa organizzazione delle forze in campo: se a Modena ci sono classi da 25 alunni, possiamo ancora permetterci che in qualche zona di questi territori ci possano essere classi da 15 studenti? Riflettendo su questo dato si potrebbero dare tante risposte in più».

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